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Il Papa e l'eresia di Valdo

Quel titolo in basso e il senso di chiedere perdono

Il Papa e l'eresia di Valdo

Ma il Papa viene qui? La domanda è del pastore valdese di Torino. Il papa di Roma è andato nel tempio di quei montanari che sentivano la Grazia e non la "prenotavano" per orazioni. E' entrato, nel tempio, il Papa di Roma con l'umiltà che ha il fratello che non chiede primogeniture, ragioni, ma prega il perdono in nome del padre comune. Amo la libertà dei valdesi, la loro perseveranza. Unici, loro, a pregare in modo diverso in un mare di eguali. Soli a dire dell'umiltà in un mondo di raso e oro. Ora il Papa di Roma, gesuita e piemontese, chiede scusa perchè nella storia la maggioranza non è stata "cristiana" e "a volte neanche umana" con i meno.

Pare un mondo incredibile in cui nessuno cerca ragioni o torti, ma tutti la medesima preghiera e recitano lo stesso credo non soffermandosi su "la chiesa universale" o sulla "una e cattolica", ma sul comune Dio. Il Papa è andato dagli umili figli di Valdo guardandoli negli occhi per la perseveranza della loro Fede e non per le differenze nel pregare. Non era facile, partire da Roma, dal centro del mondo, ed andare lì dove iniziano valli che vanno al tetto del mondo e dire: "siamo stati non cristiani, non umani". Il pastore mostra la bibbia in francese, il Papa la bacia per quella storia, per quella vita insieme. Nelle valli di Piemonte si pregava diverso ma la fame era la medsima e l'Argentina la stessa speranza. La fame non ti chiede come preghi, ma ti toglie la stessa vita.

Lui, il Papa di Roma, non è andato nel tempio ad "insegnare", non è andato a "rivendicare", è andato a chiedere un dono, gli ha chiesto di perdonare, di avere grazia per le disgrazie della storia in queste valli. L'ha chiesta al fratello venuto dopo, ma dello stesso sangue, come al tempio di Roma lo aveva chiesto ai fratelli maggiori di Israele. A Guardia Piemontese, in quel di Calabria, i valdesi fuggiti furono accolti, poi la "vera Fede" mando i suoi contro l'eresia e uccisero tutti gli uomini per evitare quel seme del pregare. Da allora le donne sono nere e cupe e non parlano, in silenzio dal 1561.

Oggi quel prete giunto dalla fine del mondo, ma con il sangue di questo mondo, chiede perdono e quelle donne riavranno voce. Oggi il mondo è un poco migliore, poi ciascuno cerchi la Grazia dove la trova ma oggi è la fine della disgrazia. Sui giornali vi diranno nulla di questo, o sarà un titolo in basso perchè la Storia è dimenticata, e vi diranno di Salvini e della ruspa, di Boschi e della scuola e non della Storia.

Lidano Grassucci