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Il gatto con gli stivali, un ragazzo e... forse una città

Una nuova storia di Lidano Grassucci

Il gatto con gli stivali, un ragazzo e... forse una città

Servirebbe un gatto, un gatto con gli stivali per fare di un ragazzo il marchese di Carabas, Ma il dramma è che quel ragazzo anche se "miracolato" dal gatto non è marchese e non ha marche, ma illudendosi prende un volo che non sa volare. Perchè il gatto è sempre baro, e è l'amico della volpe e nessuna storia è mai sola, ma fa l'amore con l'altra storia sopra.

Servirebbe un gatto? Ma se il gatto c'è'?

Il gatto dice al ragazzo: "sei sindaco della città". Il giovane prima dice: ma io? Poi trova che la fascia dona, donata e si pavoneggia, si fa bello, si sfina si affina e gli pare pure di comandare. Nomina generali e comandanti, fa di cortesi una corte e di pavidi ardimentosi. Lui che era un ragazzo fa il gatto di altri bravi ragazzi e, di gatto in gatto, si sentono tutti ministrio del re, pardon del sindaco.

Una bici qui, un senso unico là, e le case dove le mettiamo? Dove trovi posto tanto che fa un posto vale un altro, per le case della mia città. E se c'è rumore? Spengo l'interuttore che mi piace il silenzio intorno al mio castello.

Il gatto? Sornione viene e dice al giovane "ora sarai ancora piu' grande, manda via i cattivi che sei buono solo te". "ma gatto - fa lui - che cosa è essere buoni?"

Il gatto non si fece scrupoli a dire: "e' amare me, che sono sopra te". E' me che ti ho fatto marchese di questa marca che manco c'è, tu sei solo questa voce che ti fa re, marchese e se voglio imperatore, o solo capo di questo posto.

"Ma io sono io" fa il ragazzo. I gatti ne sanno e quel gatto ne sapeva piu' dei gatti. "se se io voglio. Ricordi gli amici? Ti feci marchese e ne lasciasti uno, ti feci re e rinunciasti a molti, poi per restar sovrano ti misi guardie e sgherri e tu ti sentivi piu' re che la solitudine ti passava. Ma ora, amico mio, è tempo di gatti non di illusi, ora sei quel che sei sempre stato un ragazzo forse anche sveglio ma figlio di questa voce "accolta" fare il marchese".

I gatti sono cattivi quando indossano gli stivali, è quando, poi, chiedono il conto che è sempre profondo.

Servirebbe un gatto? No, ora servirebbe un amico, gli amici, quelli con cui da ragazzo giocavi a prendere le rane nel fosso, ma...

Ma non ci sono perchè tu sei andato appreso ad un gatto ed ora sei sovrano, ma sei preso per mano. Ora sei un re che fugge, un re balzano che dice di dover anche pulir le strade per restar sovrano. Ma? Ma non doveva andar così, non ci doveva essere un gatto, ma un ragazzo generoso con gli amici che da sotto il castello diceva al Re "tu noi sei bello" e si "faceva Re" a dispetto anche del gatto.

Amo i gatti, ma odio gli stivali, le cravatte e i titoli nobiliari e mi sarebbe piaciuta raccontare un'latra storia. Ma questa ho visto e la corte dei re senza terra è sempre ingenerosa perchè ha paura di perdere ciò che pensa di non saper mantenere, per conquista di fortuna e non per conquista di sogno.

Buonanotte popolo che sei topo e il gatto te se magna.

Lidano Grassucci