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Ricordare un sogno

"Guardo come disegnatore d'aria, lei non guarda, non si guarda si sente, impertinente"

Ricordare un sogno

Che colore ha l'alba? Stamane era colorata grigia dal mare, dal mare verso qui, inverso del mio guardare. La tv racconta l'oroscopo nell'illusione di rassicurarci verso la sera che verrà. Dice, l'oroscopo, che le stelle sono lì in fila e, invece, se ne sono andate e non torneranno di certo dove son state.

Il sole fa nascondino, ricambio, giocando a rimpiattino e vado lungo il muro di una città poco piena, tanto vuota da non far rumore. Una signora tira su lo scialle a cercare caldo che non ha, o a ricordare sogni che ha avuto e mi invita al mio. Era tutto colorato, il fiume si vedeva il fondo, gli alberi indossavano foglie nuove e facevano il rumore che fanno i pioppi con le foglie che pare battere le mani.

Impressionisti di Francia innamorati di fiume che ancora non sono Senna imponente di città, ma energia che arriverà lì. Sono qui, attendo illuso di vedere nuotare le anguille.

La signora tira piu' su lo scialle, chissà cosa avrà sognato, sicuramente un puro amante così perfetto che anche nel dolore non faceva male. L'acqua fa mulinello quando sbatte all'argine e c'è un sasso che "resiste". Ecco cosa ho sognato, di non essere solo e di sentire le foglie applaudire e lei correre a piedi nudi che sentiva l'erba sotto.

L'acqua qui a percorsi brevi, come i fiumi greci troppo corto lo spazio tra monte e mare per diventare seri e restano piccoli. Piccoli... si tuffa, l'acqua l'avvolge, la sconvolge, il gelo puro la fa vivida di carne, fa ritto ogni ritto, e emerge, si immerge, entra nell'acqua fino a scomparire per il tempo che il fiato trattiene, esce e respira forte come quando si ha bisogno di sbattere ossigeno al cervello che solo le donne lo sanno fare.


Esce dritta da riva destra, qui forse non sa che ci sono, forse spera non ci sia alcuno ma ci sia l'idea di esserci, e si passa la mano sui fianchi a compiacersi di quella proporzione che fa di creatura la capacità esclusiva di creare. Guardo come disegnatore d'aria, lei non guarda, non si guarda si sente, impertinente. Poi, poi si fa presente.
Si sdraia. Mi tolgo il cappello e saluto.
La strada si è fatta piu' chiara, tempo di un saluto. I sogni all'alba non hanno piu' colore, poi vanno via, ma questo non vuol dire che non ci sono stati.

di Lidano Grassucci