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Davanti Gaza

Le paure, l'attesa ed il conoscere l'odio di un ragazzo di Israele

Davanti Gaza

Si, sono ancora qui in terra di Palestina, terra che non penso mia, ma dono di Dio e davanti a me ho altri uomini umani come me che pensano questa come casa loro e non hanno torto come non sbaglio io.

Sono un ragazzo di Israele, sono un soldato di Israele, sono ragazzo come tanti ragazzi d'occidente che amo l'amore, le cose amate e guardo il dono di quella ragazza così bella con gli occhi neri e la pelle d'ambra che sarei innamorato se non fossi sconsolato.

Ho visto i miei morire, ho visto gli altri soffrire. Sì, conosco l'odio, conosco l'odio di non avere Patria, di aver pregato per storto che il dritto è di altri. Conosco l'odio perchè ho visto i bimbi andare a morire cantando che "nulla ci puo' accadere se sei accanto a me, Signore" e se ne sono andati come fumo.

Oggi sono qui, so bene che mi odiate. Odiate me per questo mio insistere a onorare Dio come Dio mi ha chiesto, mi odiate per questo mio leggere la Parola e studiare la Storia. Mi odiate perchè era nel ghetto da voi, sono qui per quella fuga che tonavamo dell'Egitto che era il mondo. Sono qui e guardo la bambina, ho paura, lei ha paura e l'odio fa paura e non salva nessuno.

Non voglio imbracciare questo fucile, vorrei amare come i ragazzi di Parigi o di Roma, ballare qui come a Barcellona. Guardare lo struscio come fanno i miei a Milano, o mangiare il gelato come si fa a Positano. Invece sono qui che se sparo sono criminale, se non lo faccio sono uomo morto. Pietà è morta, diceva il poeta in quella Italia dove l'odio dei mostri aveva cancello la dignità di ogni amore. Sono cattivo? Non sono morto, e forse questa è la mia colpa. Venne nel nostro tempio il capo del cristiani a dirci che eravamo fratelli e noi i maggiori, ma i fratelli si amano dell'amore che viene da genitori generosi, ma si odiano per dividere i ricordi che se ci fosse un piu' amore possibile.

Si sono figlio che non è disposto a cambiare ma non ho mai imposto ad alcuno il mio pregare, non converto ma prego nel mio dolore in attesa di speranza. Per 2000 anni ho atteso questo ritorno che Gerusalemme era un sogno, quanto sangue ai tuoi figli. Prego, con il fucile sulla schiena e dovremmo pregare tutti con le schiene chine per umiltà.

Mi maledite, da secoli, sono cattivo perche differente. Sarebbe bello questo luglio andare al mare e guardare senza la linea di confine e non chiederti come preghi, ma se ami. Ma non ci è dato ed arriva una botta di mortaio, risponderemo con l'ira della paura nell'ira della vendetta che arriva e non ci sarà mai fine. Ho finito parto non so se tornerò, non so quanto cattivo o buono sarò, non sono mai stato ragazzo ma nato soldato e sono morto anche io anche se son vivo.

Lidano Grassucci