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Patriottica

Amo l'Italia che ogni mattina usa la forca per il fieno

Patriottica

Questo paese non mi piace, non mi piace la sua ignoranza, non mi piace il suo piagnisdeo. La mediocrità che è sempre dare la colpa ad un altro. Che è giornalismo venduto ai luoghi comuni, che è eroi di carta, eroi che non hanno mai fatto battaglie. Retorica di banale controretorica, idiozia di cercare le colpe nell'altro per nascondere le proprie.

Ma io di questa mia Patria sono orgoglioso, per le storie che non si raccontano, per quelle cose che abbiamo rimosso per pudore di orgoglio. I tedeschi sono maestri in tutto ma qualcuno deve dirgli che ad andar via per ultimi da El Alamein non sono stati loro, ma i nostri, i ragazzi della Folgore che combattevano ancora quando loro se la sono data a gambe. Qualcuno dovrebbe dire al mondo che i ragazzi della Julia tornarono a casa dalal Russia da soli, non si sono arresi. E non si chiesero se era colpa di Mussolini, dei generali, delle armi che non avevavano, hanno fatto il loro dovere. 

Sapevano che se non lo avessero fatto non perdeva Mussolini o i capi dell'esercito o chi altro, ma il loro onore che era l'onoredi quelli che sarebbero venuti dopo. 

I cavalieri del Savoia cavalleria attaccarono i carri armati con i cavalli, i carristi sovietici rimasero increduli davanti all'assurdo: carne contro il ferro. Non si sono chiesti se a Roma rubavano, perchè loro non avevano carri e rifornimenti lo hanno fatto, perchè andava fatto. Avevano cavalli bellissmi, mangiavano con le stoviglie d'argento non sono tornati nè loro nè i loro cavalli.

A Porta San Paolo i granatieri, che erano le guardie del Re, unici nella storia sono morti per un Re che li aveva lasciati soli, a Cefalonia votano e scelgono di combattere. Ma chi ve le racconta queste storie?

Chi vi racconta di miglaiia di sldati italiani che quando gli viene detto che possono tornare a casa se giurano per Mussolini e non per il Re, rifiutano per via che avevano una parola sola e si giura una volta sola. Chi vi racconta di Gino Bartali, cattolico fino al midollo, che non si chiede cosa il vescovo gli dice di fare, e quel fare è portare in bicicletta gli ordini per salvare gli ebrei, e lo fa. Il suo nome è tra i Giusti di Israele, lui che pregava Gesu' e correva in bicicletta. Non si chiede se i figli di Israele sono buoni o cattivi, lo fa perchè risponde a se.

Ma chi vi racconta  questa roba: chi vi dice di Enrico De Nicola, monarchico, chiamato a fare il presidente provvisorio di una repubblica che non gli piaceva, ma se non lo avesse fatto "saltava la Patria". Tornava a casa vicino Napoli tutti i sabati in treno, era il capo dello Stato, alla stazione prendeva il bus. Un giorno arrivò tardi il treno e il bus era già partito, ma l'autista lo vide dal finestrino, si fermo per aspettarlo. Lui niente, l'autista lo pregava "eccellenza non mi rivini, salga". De Nucola "Sono arrivato in ritardo lei ha il dovere di partire senza me".

L'autista si appello anche alla famiglia "Presidete ho famiglia lo faccia per loro". Si racconta che De Nicola tornò a casa a piedi e l'autista lo improrò di salie fino all'uscio di casa. Era di Napoli, De Nicola con quel senso dello Stato che hanno i grandi intellettuali meridionali e invece raccontiamo sempre di un meridione falso, baro perchè non è falso non è straccione.

Nenni divenne ministro, lui rivoluzionario, l'ufficiale dei carabinieri di servizio al ministero andò a presentarsi al nuovo ministro. Nenni lo vide in divisa e istintivamente prese il cappotto, perchè da lui i carabinieri andavano per arrestarlo per quel vizio brutto che aveva di amare giustizia e libertà. Ma chi le racconta queste cose, non si studiano piu'. 

Chi vi dice che quando tutti urlavano che la Patria era morta, migliaia di carabinieri sono rimasti al loro posto perchè nel 1814 avevano assunto l'impegno davanti alla Patria di andare "due a due per le vie del Regno contro ladri e malfattori"? Lo fanno da 200 anni ogni giorno.

Non ve lo dicono, vi parlano di piagnisdei di straccioni, di mediocrità assunte a esempio vi parlano di cose ignoranti scritte da giornalisti ignoranti. La mamma di Pertini chiese a Mussolini la grazia per il figlio, lui scrisse al Duce: "non consideri la lettera di mia madre, sarebbe la grazia offendere la mia idea di libertà".

Vedete amo questa Italia, quella che non va a Ballarò, a Servizio Pubblico, quella che ogni mattina usa la forca per il fieno, che non manda nessuno a quel paese perchè lavora. I ragazzi dela Julia, i granatieri, i carabinieri non ci sono piu', ma su quelle montagne ci si aiuta ancora, se stai male arriva un carabiniere, se vai a Roma vedi quei ragazzi alti che ragazzi restano, ma se anche il Re dovesse andar via, loro non si muovono, stanno con la gente di Roma, come l'8 settembre 1942. E c'è un Gino Bartali che protesta e s lamenta, ma poi parte in bicicletta e corre perchè è giusto e non si chiede come prega chi sta aiutando, ma parte perchè questo deve fare. Retorica la mia? Forse questa retorica è rivoluzionaria rispetto all'antiretorica del pianto, della mediocrità, che distrugge. 

Lidano Grassucci