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Berlusconi e la scoperta di una nuova povertà

Cronaca della parabola umana e politica

Berlusconi e la scoperta di una nuova povertà

Berlusconi esce di scena, e non per finta o per tattica, per consuzione di una idea di convivenza umana che ha fllito. L'idea era quella di una Italia in cui l'io diventava iperbolico, dove tutti si erano fatti da se. L'idea che si vince la sfida del vivere per talento e anche per scorciatoie. Una Italia che non aveva bisogno di cose "comuni", non di partiti, non di Stato, non di associazioni, non di bar. 

Ciascuno trovava la sua via e meno asfalto c'era meglio la via per lui sarebbe stata, fatta su misura. Poi? Poi se ciascuno fa la sua strada non esistono piu' le strade, non ci si incrocia. Berlusconi fallisce quando resta solo, quando il suo dramma è quello di "pagare" la compagnia di giro, sia femminile, sia politica, sia umana. Fallisce nel bisogno di una cosa che non aveva previsto: gli altri.

Il Berlusconismo fallisce quando l'uomo piu' potente del mondo deve pagare la bellezza, deve comperarsi l'affetto. Fallisce quando Urbani e la sua idea di libertà viene sostituito da Lele Mora e dalla sua idea di libertinaggio. Fallisce quando l'italiano medio (che per per Berlusconi è uno che ha fatto la terza media e non era neanche tra i piu' bravi) capisce che il "capo" compera quello che lui, sfigatissimo, ha gratis "gli altri". Fallisce quando scoprono che paga non il sesso, la compagnia, paga gli amici che stanno gratis al bar a ridere con noi giocando a tresette.

Fallisce quando quelli intorno sono amici ma con la corona che gli ha messo lui. Non è condannato agli occhi dei compatrioti per aver evaso le tasse, per aver fatto l'amore con donne troppo piu' giovane di lui ma per aver "pagato" l'amicizia di Lele Mora tramite Emilio Fede che ha "steccato" sull'amicizia. Perde nella fedeltà codina di Bondi al senato incoronato, con accanto la moglie con una coroncia. Nello squallore assoluto di paura per carriere alla fine e non per il dolore dell'amico.

Perde perchè nella idea di non aver bisogno di alcuno, abbiamo scoperto lo squallore di pagare quella l'ideologia del libertinaggio che si dimostrava inutile.

Berlusconi fallisce perchè esiste il bisogno di una "comunità": amicale, di famiglia, di fede religiosa o politica, di territori senza la quale non è piu' ricco uno ma siamo piu' poveri tutti.

Se non si entra in questo meccanismo non si capisce la parabola umana e politica non di Berlusconi ma del berlusconismo, un modello antitetico a quello dell'Italia dei municipi, della famiglia, dei distretti, dei dialetti, delle Chiese.

Per questo è finito. Come la botta alla Mafia non è arrivata dalla retorica antimafia, ma da fa vedere le condizioni di squallore in cui viveva Bernardo Provenzano. Lo sporco, lo schifo che faceva quel vivere anche al ragionier Fantozzi. E' finito Berlusconi perchè il suo modello di successo conta tanti denari, ma non conta la bellezza della vita. Il resto? E' cronaca di una fine, non la sua spiegazione.

Lidano Grassucci