Menu LatinaPerStrada.it

L'orgoglio della puzza

Non amo un paese che si fa avaro con chi viene

L'orgoglio della puzza

Mi scuserete se penso, mi scuserete se questo mio pensare è fuori luogo. Mio padre mi fece studiare pensando a me meglio di lui, sono peggio di gran lunga di lui, ma questo è.

Penso che sto in un Paese che non mi piace piu', saccenze ignoranti e politici sempre corretti nel loro vuoto, e nessuno con la luce della strada nuova che è presa senza la sicurezza della vecchia. Artisti che non si occupano di arte, scrittori senza parole e preti senza Cristo, umani senza umanità.

Questo paese che si meraviglia che le spie spiano, che un gaucho che ha il dono di Dio ai piedi deve passare dal fiscalista, un ragazzo di 20 anni che iddio ha fatto perfetto ma la vita aveva abbandonato e l'ha ripresa per i capelli che tira calci ad un pallone deve testimoniare contro mafie e mafiosi che i puri vedono anche nelle croste dei muri e non dentro la malignità pelosa di se stessi.

Non amo un paese che si fa avaro con chi viene e generoso con le paure di ciascuno in mediocrità che non hanno fondo. Mi scuserete se non voglio star qui in questo posto che nessuno ricorda che è Patria, filo lungo con la memoria scommessa con la fantasia di domani.

Mi scuserete se sono fuori tempo che sono stato giornalista illuso perchè il mio posto era un altro. Un mio amico, o compagno?, in una discussione amena ricorda quello che era scritto sulla parete del partito: "scansatevi borghesi, passa il sudore del popolo". Ecco ho quella puzza, puzza di rabbia, puzza di fame, puzza che si sente l'olezzo di umano da lontano ma, nessuno, ha quell'orgoglio. L'orgoglio della puzza.

 

Lidano Grassucci