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Maradona e l'Iva al talento

Sto con Dieguito, nessun ragioniere fermerà il suo piede

Maradona e l'Iva al talento

Non capite Maradona e il suo genio se non capite la pampa, quella terra senza alberi alla fine del mondo. Quel mondo nato per i pascoli senza filo spinato, dove solo il vento è padrone.

Arrivano quelli di Equitalia e chiedono conto al talento, chiedono conto la vento. Misero è quel mondo che non ha il senso delle cose: in America si ribellarono al sovrano inglese per una tassa sul tea. Ritennero ingiusto pagare per il piacere concesso dopo la fatica, dopo il rischio di morire in proprio.

Una tassa sul sapore per vite insipide. Maradona dice al fisco vorace, il talento non ha peso, il talento non ha ragioni perchè non è dei ragionieri. Il telento è volo d'aquila non passo grasso di papera. Sto con Maradona perchè sto con questo mio paese dove l'ordine dei conti è diventato la dittatura dei tonti.

Questo paese mio non ha piu' grazia perchè tassa la "mano di Dio", come se il Papa avesse tassato il giudizio di Dio di Michelangelo. Questo paese non ha piu' bellezza perchè ha vinto la partita doppia e non la follia di Olivetti, il genio anarchico di Valletta, la scommesa dell'infinaitamente piccolo di Fermi.

Quando Pininfarina faceva le auto non faceva di conto piu' Iva, scolpiva le lastre le metteva davanti al vento. Questo mio Paese è talento non è lento, questo mio paese salta se è libero se non ha regole ma libertà. Sono anni che vietiamo e non incoraggiamo, sono anni che paghiamo i vecchi e non investiamo sui giovani. Le pensioni grasse non si possono toccare i talenti dei ragazzi si possono mortificare.

Non voglio un paese senza tasse, ma neanche un paese dove si tassa il genio, dove l'iva pesa sull'eresia di Galileo. Questo è il paese dove la passione dei fiorentini ha fatto Firenze, dove la parsimonia dei genovesi ha scavato la roccia e rubato al mare. Se questo Paese conta i sette euro, se fa agguati a Maradona per legare il suo talento non ci salveremo. 

Questo è un paese che ha amato i bambini e che ora li teme come si temono gli assassoni perchè facciamo di conto sulla loro fame di oggi non sul loro sogno di domani.

Non mi sento italiano se la mia Patria è un conto in banca, mi sento italiano se la mia Patria è un sogno di domani. Sogno le basiliche e se qualche tedesco fugge via lo metto nel conto se il conto è il Giudizio Di Dio nella cappella sistina. 

Mi scuserete, sono nato anarchico, ma nessun ragioniere fermerà il piede che il Padreterno ha regalato al piccolo argentino ed è un dono senza Iva

Lidano Grassucci