Menu LatinaPerStrada.it

I morti, la storia e gli esclusi

Di chi è la colpa? Della paura, delle esclusioni

I morti, la storia e gli esclusi

Buongiorno, ci si saluta per darsi forza ad affrontare le ore i minuti, il tempo che arriva dopo la fine della paura della notte. Dopo la notte nera degli incubi o dei sogni. Ma non è sempre un buongiorno. Avranno detto buongiorno nelle loro lingue quegli uomini, quelle dove, quei bimbi fatti di carne e sangue come noi che hanno finito la corsa a Lampedusa.

Ora le chiacchiere sono infinite, chiacchiere di illusi che vogliono fare i muri al mondo. I muri? non difendono mai, ma rendono piu' poveri quelli che dentro i muri si nascondono. Sono, e non me lo dimentico, figlio degli ultimi. Figlio di quelli dietro, in un paese che stava dietro, in un mondo che arrivava dopo per questo amo la giustizia che non è punizione del reo, ma il giusto per ogni vivente. Per questo penso che illudersi che si possa fermare chi ha fame è idiota, è idiota pensare che ci sia una legge che possa fermare il mondo, il mondo cammina nonostante e con noi. 

Se hai fame scommetti sulla speranza, meglio morire di speranza che morire di niente. I morti di ieri di oggi non sono disperati, i disperati (i senza speranza) sono quelli che stanno morendo in mille e mille posti dove non si mangia. Loro sono morti per "sperare" di poter vivere e di poterlo fare meglio di dove sarebbero morti. Sono morti nello sperare e non disperati, dobbiamo rendere dignità anche alle morti e le parole hanno un senso.

I disperati sono quanti di noi pingui vorrebbero non vedere, respingere, cacciare. Se l'umanità non fosse in viaggio da millenni saremmo tutti, pochi e soli, nel cuore della madre Africa. Invece siamo migrati, invece siamo migranti nel mondo. Il Papa Francesco che invocate è figlio della stessa povertà, degli stessi occhi di quella gente di Lampedusa, solo che partiva dalle valli di Piemonte e andava alla fine del mondo d'Argentina, ma la fame era uguale, la speranza uguale.

Sono morti bambini, e i bambini non hanno rancori, non hanno odii hanno il domani e se muovono non muore il loro domani ma il domani di tutti. Tra quei bimbi poteva essere Francesco, poteva esserci la scienza di domani. Di chi è la colpa? Della paura, delle esclusioni: esclusioni di terre, esclusioni di fede se pensi che la terra sia tua "esclusiva", se il tuo dio sia "esclusivo", se la tua lingua sia "esclusiva", se la tua ricchezza è "esclusiva" significa che l'escluso è altro da noi e odierà per come lo odiamo.

Credo che chi viene, come me, dagli esclusi oggi deve dire agli ipocriti che pensano di svuotare il mare con un secchiello che solo loro i non realisti, che verranno uomini come noi da noi e sempre di piu' che possiamo metterci anche tutti i carabinieri del mondo alle frontiere ma passeranno.

In America   sono decenni che cercano di non far passare i latini, ma ormai si parla piu' spagnolo che inglese, la Storia non la fermi con le illusioni la storia se non la capisci ti travolge e la storia non esclude mai: "la Storia siamo noi, nessuno si senta escluso" dice De Gregori.

Lidano Grassucci