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Agape, Papa e laicità

Riflessioni sui colloqui tra il laico Scalfari e la guida dei cattolici

Agape, Papa e laicità

Proselitismo e agape, due parole lontane l'una dall'altra, agli antipodi. Sono le parole che ho tirato fuori nel colloqui tra un laico, Eugenio Scalfari, e la guida dei cattolici, papa Francesco. Personalmente ho i dubbi del laico, ma la tensione del sacerdote. Proselitismo è l'iodea di convincere gli altri, si farli eguali a se, di ridurre le differenze a unicità: ma non è il disegno di un Dio che ci ha fatto differenti ciascuno goccia diversa anche se dall'altro possiamo apparire lo stesso mare e... Il Papa dice che "il proselitismo è una solenne sciocchezza". e richiamama la conoscenza e quel confronto bene-male che è dentro ogni anima. Mi chiedo ma allora cosa è il "credere": strade che portano al bene, dice il Pontefice. Non dice alla Verità, ma al bene. 

Bene che è umano sentire l'altro, che è bene essere per se non in egoistica esclusiva ma in armonia con gli altri. Da laico sono spiazzato, una Chiesa che non vuole convincere, ma sentire le varie forme di viaggio verso il bene. E il capo dei cattolici aggiunge l'idea di agape, che è amore verso gli altri. 

Una Fede che è amore, anche il mio collega laico, Scalfari, barcolla. Già, barcolla per quel sedime che è la cultura l'educazione. E' questo anche il mio nodo, questo ritorno forte della mia educazione a fronte delle mie ragioni. Seguendo il ragionare del Papa entri dentro quei valori che sono il valore per cui sei stato modellato. amore non è scambio di effusioni, non è cercare effimeri piaceri, è condivisione-ascolante degli altri che ricambiano l'ascolatre, è coscienza che non siamo destinati alla solitudine, una fede che non è l'eremita in cerca di se stesso, ma il francescano che cerca l'altro, che cerca di lenire il dolore dell'altro.

Complicato? Forse, ma l'dea di un bene ed un male che non sono divisi come una mela tagliata di netto ma che sono da "scegliere" o da "combattere" ma sono è il nodo del vivere umanamente sia per i laici, sia per chi crede. E la scelta del bene come fine è il discrimine descritto in quel richiamo dei Papi conciliari agli uomini di buona volontà. 

Francesco dice: "ciascuno di noi ha una sua visione del bene e del male, noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quelo che lui pensa sia il bene",

Verso quello che lui pensa sia il bene. La mia gente dice un adagio che è questo in parole povere: "se sei buono sei il nostro vanto, se sei cattivo non ti disconosciamo e ci appartienti (se era bono era i nostro, è iscito malo è gli nosto ugualo)". Che è la bellezza delle parole di Francesco, che l'amore è la via del bene che ciascuno pensa sia bene.

Resto con le domande, ma queste risposte sono umanissime.

 

Lidano Grassucci