Menu LatinaPerStrada.it

La vittoria della Merkel e la sua solitudine

E soli si perde, sempre

La vittoria della Merkel e la sua solitudine

La Merkel ha vinto, vittoria storica titolano. Poi "sfiorata la maggioranza assoluta". Poi, piccolo, c'è scritto che i liberali alleati non ci sono piu', li ha mangiati. Madre ingorda, madre che mangia il figlio.

C'è una canzone di De Andre' che narra di una donna che per vanità finisce col chiedere al proprio innamorato di tagliarsi le vene per lei, per dimostrargli amore. Lui, l'innamorato, mori' d'amore lei rimase senza niente sola, vanità che rende ciechi. La ballata si intitola "dell'amore cieco". La Merkel ha vinto, ma è sola, ha vinto ma non ha l'altro pezzo che la rendeva ragionevole, la rendeva umana. Perchè gli uomini non son fatti per viver soli.

Ha fatto finta di non vedere il dolore dei greci, come il rabino che in nome della virtu' non soccorre il bisognoso e si fa umiliare dall'empio Samaritano.

La Merkel è sola, è tronfia della sua solitudine. Anche Alcide De Gasperi arrivò a prendere tutto, in Italia, ma sempre teneva la barra dritta nel rispetto dei piccoli partiti e si alleava comunque.

Pensava, De Gasperi, che lui non si bastava. Lei pensa di bastarsi, pensa che la vittoria è vittoria quando intorno non c'è nulla, quando giudichi e non comprendi, quando dai lezione e non impari.

Nelle città tedesche ci sono tante colonne greche, nei palazzi importanti sono lì, perchè la Germania del sapere si innamora del mondo, non lo travolge come la Germania della paura.

I liberali si sono tagliati le vene, i greci prima e non basta. L'Europa o è generosa o non è.

Ha vinto la Merkel, ma è sola. E soli si perde, sempre.

Lidano Grassucci