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Tragedie personali e fine della pietà collettiva

L'attentato alla marina Usa, non meno grave di quelli dei fondamentalisti

Tragedie personali e fine della pietà collettiva

Spara dentro il comando della marina americana. Vai a cercare ragioni cosmiche, guerre sante, sacerdoti di odio e... Scopri uno che, semplicemente, è stato licenziato.

Scopri che il dolore ha una dimensione anche personale, che il mondo finisce non per filosofi che donano stupidi paradisi, sacerdoti che promettono di pagare cambiali eterne mangiando grasso in questo finire, ma perchè un uomo, uno solo, si sente negato per lui.

La tragedia di Washington non è meno grave degli attentati dei fondamentalisti, è anche piu' profonda perchè non ha lettura per tutti, ma dolore di uno.Si uccide per miracoli, si uccide per fine di ogni speranza, per chi muore non fa differenza, per noi spettatori è la differenza.

Non siamo in tempi malati di fedi sbagliate, siamo anche quello ma siamo anche disperazioni singole, tragedie una per una. Quell'uomo che uccide per non poter lavorare è la versione criminale di quanti si uccidono per non speranza. Siamo in tempi in cui esistono tragedie senza compagnia, sole. Tragedie che forse è anche per ciascuno arruolato in eserciti di Dio che lo bestemmiano con la morte. 

Quella del comando della marina è il mattoncino singolo del doore di questi tempi in cui la rabbia è così sola da non incontrare per strada mai buoni maesti, spesso nessuno, e tavolta pessimi sacerdoti.Si uccide perchè siamo Caino, ma si uccide anche perchè non c'è pietà per chi cade. Non c'è samaritano ma tanti rabbini che salvano se stessi e la loro purezza. Sacerdoti che ordinano la morte, sacerdoti che non vedono il dolore.E la tragedia del comando Usa è tragedia che ci interroga dentro e non ci giustifica fuori.

Lidano Grassucci