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Sapere e sapore, ballata non seria di una o

Sapere è è pensare che esiste un dubbio

Sapere e sapore, ballata non seria di una o

Il sapere? E' così vicino al sapore, è il sipido di un piatto, il dolce di un gelato, il colore di un quadro. Sapere non è ripetere quello che già è, ma immaginare quello che sarà. Sapere non è mettere in fila con ordine i numeri, è pensare che esiste un dubbio, un errore e fare la matematica non euclidea, è giocare a pensare binario in un mondo che pensava a 10. Sapere è straordinario, il sapere è quel dubbio profondo, quel non ripetere ma guardare.

Il sapere è quel gioco che ti porta a cercare per te non in funzione di un altro, non è corsa ad arrivare primo ma idea che puoi essere ultimo per guardare imparando dagli altri.

Sapere è quella cosa sottile che è la scoperta, che è cercare le parole che suonano ma non per cantare, ma per capire. Non è lirica, ma pensiero. Sapere è così vicino a sapore che è la caratteristica unica di ogni dama, di ogni cavaliere, è creare e non ripetere.

Dialoghi mai eguali, parole mai chiuse nel significare ma aperti al significato che aggiunge l'altra parola, incastro infinito. Parlare non avendo il copione che rassicura i pavidi, non avendo il timore di dirsi. Sapere è quella parole che volevi dire tu dopo che l'altro l'ha scelta, usata e donata nello scambio.

E' il senso non rabbuiato di vivere, è sorriso consistente nella consapevolezza che continui a non saper niente. E' capire senza la condanna dei giudici, senza la certezza dei fedeli, senza gli amori grigi per dovere. Sapere è sapienza di mischiare le cose che non si mischiano perchè troppi hanno avuto timore di un nuovo sapore. Il sapere se non è nuovo è pena e non è pane.

Lidano Grassucci