Menu LatinaPerStrada.it

Berlusconi, la fine del capo

Non si puo' sottrarre al ciclo, non puo' chiamarsi fuori dalla forza del nuovo

Berlusconi, la fine del capo

Un capo deve essere generoso, deve mettere nel conto che il fedele Lancillo potrà invaghirsi di Ginevra che è il suo amare. Deve mettere nel conto che la gioventu' del cavaliere farà ombra alla sua intelligenza e alla sua generosità.

Il tempo è inevitabile. Gesu' muore che di anni ne conta 33 e bimbo parla ai sapienti anziani per testimoniare, anche visivamente, il tempo nuovo. Perchè c'è sempre un tempo nuovo, una "buona novella", una buona cosa.

Anche la Chiesa ha i conti con il nuovo e Leone XII dice "delle cose nuove". Cesare è ucciso dal figlio, sarà ignobile ma anche la grandezza ha il suo tramonto, spesso tragico. Mito, Fede, Storia sempre il ciclo e il testimoniare la tragedia, la forza, ma prima di tutto l'inevitabilità del passo. Berlusconi non si puo' sottrarre al ciclo, non puo' chiamarsi fuori dalla forza del nuovo per quanto nuovo è stato lui quando la carta del tempo era nel suo mazzo.

Renzi dice: Berlusconi è game over. Lo dice come non lo potrebbe dire D'Alema o Bersani, o Casini perchè quel fine gioco presuppone un altro gioco e un altro giocatore. Renzi è il nuovo giocatore gli altri sono compagni di gioco che hanno perso al gioco.

Come passerà il tempo di Berlusconi? Per nuovo amore di Ginevra, per assassinio da mani di Bruto, per "docenza" di bimbo ai saggi, muta poco per lui personalmente, tanto per lui nella storia. Perchè il finire determina la qualità del vissuto, e chi finisce per ostinazione e non per generosità non finisce con l'applauso ma con i fischi stanchi anche di chi aveva sperato. 

 

Lidano Grassucci