Menu LatinaPerStrada.it

Un saluto al cardinale rosso, in morte di Fausto De Angelis

I ricordo del figlio di una sinistra lepina. O meglio, setina

Un saluto al cardinale rosso, in morte di Fausto De Angelis

E' andato via Fausto De Angelis, per un mondo senza memoria la cosa piu' ovvia che si possa usare per ricordarlo è la sua negazione: la retorica. Non era retorico, figlio di una sinistra lepina, o meglio setina, che era votata per la prassi e non cedeva affatto nella purezza.

Una sinistra che esercitava il potere, non cono arroganza ma con rigore e consapevolezza. Sognava una setinità votata alla leadership dei lepini, l'idea di una capitale di un'area che, in realtà, non aveva mai considerato Sezze come tale. Troppo colta, troppo di piano, troppo di mais e poco di castagne. Fausto il potere lo impersonificava tanto che era facile giocare con il suo nome che diventafa Faucescu, in una Sezze rumena per critica ideologica prima di diventar tale per via di immigrazione.

Era un Mazzarino, finissimo pensatore, capace di mettere propspettiva alla azione politica. Elegante naturale, lineamenti tagliati che lo facevano pensatore anche nell'immagine. Parlava l'italiano puro nelle parole, ma setino nei suoni reconditi. E non secondaria la sua educazione cattolica, che cosi tanto si conciliava con il rigore di un Pci che ereditava tutto il rigore religioso e il senso dell'errore.

E' stato la testa della sinistra pontina, tanto intelligente da creare quella diffidenza che rende sempre poco popolari i Mazzarino e fa eroi i difensori del Re. Il cardinale rosso, con le sue guardie, e i moschettieri che difendevano simboli spesso di memorie di mondi passati. Ha traghettato la Sezze contadina nella Sezze postmoderna, poi la fine del Pci, la deriva sociale che trasformano Sezze in una periferia di Latina lo hanno travolto. Ma resta la sua figura di pensatore che aveva pensato e dato un ruolo nuovo a Sezze, per me sbagliato perchè Sezze è naturalmente votata al piano, ma dopo di lui c'è stato non l'esercizio del potere per un progetto (di cui lui è stato maestro), ma la prassi quotidiana della tristezza.(foto Romano)

Ciao Fausto.

Lidano Grassucci