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La chiesa di Roma e la mongolfiera

Dio è quella grandezza che ti sorprende per il tonfo che ti fa dentro la pancia

La chiesa di Roma e la mongolfiera

Lo spazio è quello che il traffico dimentica, come un angolo dovi si accumula la polvere. Ma nella polvere ritrovi cose dimenticate. Le mura sono scarne, i volumi indifferenti. un grande trattore farebbe piu' effetto, un elefante piu' paura.

Poi il tempo a Roma è sempre loquace per chi viene da città inventate mute. Ma? La porta è angusta, di legno che non si impone, banale. Banale da sembrare fuori tempo, poi dentro come se avessero gonfiato una mongolfiera, come se la dimensione fosse non di volo ma di aria leggera. Marroni che si fanno immagini sacre, o colonne, luci di lampadari cosi imponenti altrove banali lampade qui.

E Dio? Dio è quella grandezza che ti sorprende non per le dimensioni che trovi, ma per il tonfo che ti fa dentro la pancia. Chi crede si segna, chi dubita resta a guardare piu' il lato della risposta che quella dell'interrogarsi. Le figure di santi sono senza prospettiva, ma la salvezza non è nel profondo ma nella evidenza di quei volti che ti guardano comunque. Una chiesa di Roma, come mille chiese ma perchè il tonfo? Perchè la vita è questo tonfo è questa sorpresa che ti salva dalla banalità, che ti fa risorgere dalla fine che è per ogni cosa.

Qui non c'è la fine ma la linea ininterrotta dei tempi, fermi come le colonne, vivi come le facce dei santi. E le madonne che sono uniche a trasformare il risorgere in una vita nuova, e in ogni vita nuova. Vita nuova che nasce, vita nuova che rinasce per umani amori, passioni che sono dono di Dio come la luce. Le madonne non guardano mai nel vuoto ma sempre te, costantemente. Madri premurose, madri di madri affettuose, figlie di madri che madri saranno amorose. Tutto dentro una mongolfiera di pietra che racconta in ogni stupore la vita stupefacente di ciascuno di noi.

Sono piccolo qui per quanto grande è la storia mia e la storia di ciascuno per quella di tutti. Un libro che leggi in mille storie. Un signore spiega di martiri, di dolori di testimonianze. I martiri che non sono portatori di morte altrui, ma di testimonianza propria: non portano bombe per Dio, ma testimoniano morendo per Dio. In questo leggo questa cosa eccezionale che è questo racconto.

La signora sente il racconto di martiri e colonne e si innamora dei fregi, dei marroni ma lì non c'è un Vangelo cromatico, ma una vita di mille vite e nessuno si sente escluso. La madonna mi guarda, il santo si ostina con gli occhi sgranati. La mongolfiera del tempo.

Come si chiama questa chiesa? Che fa, è tutte le chiese.

Lidano Grassucci