Menu LatinaPerStrada.it

Saluto sofferto ad una amica e un pò saluto a un'idea

In ricordo di Rita Calicchia

Saluto sofferto ad una amica e un pò saluto a un'idea

Mi telefona Rita Calicchia: "mi scrivi un contributo al mio libro su Santa Maria Goretti?". Ma io? Lei sa che sono senza preti nè Cristi, di quelli che pensano che la libertà non sta nel credere ma nel domandarsi. Lei insiste: "si te". Capisco che mi sta dicendo che la Fede per quelli come me è come la madre per quei bimbi che per sentirsi grandi negano, disegnano nei difetti e non nell'amore.

L'ho scritta di getto da laico segnando il mistero che nella terra di Maria Goretti sono le donne con quel tempio alla Mater Matuta che quasi sta nella casa della Santa del Novecento, come se ci fosse un filo femminile. Rita era una donna non facile, spigolosa, con un carattere forte. Da 30 anni la salutavo con una cosa che la faceva sorridere: la chiamavo sindaco. Perchè lei in questo mondo di idioti ripetitivi aveva le idee, diverse dalle mie, ma aveva una idea di questa città che amava, con tutti i suoi limiti.

Spigolosa, rigorosa aveva inventato, ma chi lo ricorda in una città di solo prsente, il talk show, le interviste alle persone e non c'era ancora Minoli, Costanzo. Aveva intuito che la tv doveva "parlare". Non ha fatto la tv di Latina, quello è merito che spetta a Maurizio Grandi, ma l'ha affinata, l'ha metabolizzata e fatta uscire dalle buche per portarla alle parole.

Eravamo pochi a fare questo lavoro, oggi tanti ragazzi si sentono giganti per difetto di metro, eravamo curiosi, eravamo a sfida. Lei ha fatto la comunicazone pubblica, ha fatto parlare le istituzioni quando il Sindaco era il Papa e un Senatore qualcosa di vicino a Dio. Rigorosa ma poi si scioglieva per Renato Zero, la sfottevo non mi piace la dolcezza di miele di Zero, ma stupiva il suo entusiasmo bimbo. Ci leggevamo, credo con reciproca cosapevolezza, che ogni tanto dicevi "perchè non l'ho pensato". E credo che la debba salutare oggi, come sempre, così ride: "Ciao Sindaco" e lei, "fallo tu". Ma noi cara Rita siamo cantastorie e i menestrelli fanno poesie non guidano le masse. 

Ciao Sindaco

 

Lidano Grassucci