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Fede, islam e domande

L'estremismo che cerca di non dubitare è figlio di debolezze

Fede, islam e domande

Giuliano Giorello, su Il Corriere della Sera di ieri, si diletta al "sogno possibile tra Islam e Darwin". Fede e scienza, ma una fede che si sta chiudendo anche piu' della sua natura originaria.

L'articolo ricorda invece le "domande" di un Islam che "sognava" Aristotele come faceva il califfo di Bagdada I-Ma' mun. Perchè anche nello sguardo ad oriente, al vicino oriente, noi usiamo il metro corto del presente e non la fatica che ha il tempo. Perchè c'è stato un tempo in cui c'era un Islam della domanda, della curiosità. Come c'è stato, e c'è, un cristianesimo della chiusura. In genere le chiavi per chiudere le porte delle città di Dio arrivano quando i credenti-cittadini hanno paura di non esser convinti.

L'estremismo che cerca di non dubitare è figlio di debolezze, perchè il califfo che sogna Aristotele si confronta con le "ragioni" e non ha neanche una idea lontana di "torto" che se non si ha per se non si puo' avere per gli altri. La Gerusalemme prima dei criciati accoglieva, quella cristiana escludeva in un gioco di inversine di intolleranze in cui la storia è maestra.

Certo l'Occidente si è confrontato con una Ragione partirità dentro il suo seno, in una società che è cristiana ma aveva una idea di se perchè greca, latina, romana e la Fede, anche quando esonda, non puo' cancellare. Nel vicino oriente l'io non è mai nato, la comunità è esclusiva dimensione umana. Non è un gidizio bene-male, ma una differenza. "Non dovremmo vergognarci di riconoscere la verità anche se da generazxioni precedenti e da zazioni straniere" lo diceva al-Kindi "filosofo degli arabi", come cita Giorello.

I figli della fede di questo filosofo hanno bombardato le statue di Buddha in Aganistan. Perchè? Al-Kindi non aveva paura e la sua civiltà guardava oltre, gli integralisti di oggi temono il confronto. Ma non sono paure estranee, Darwin anche da noi è negato in nome del creato. In nome di un Dio che non è creatore ma bimbo che gioca alle costruzioni, che deve far tutto in sette giorni.  
Credo che gli estremismi non segnano forza. Calderoli definisce orango il ministro italiano di colore, ma è testimone di incapacita ad argomentare al modello che quel ministro porta. Perchè neanche all'integrazione, alla convivenza, è deputata una via sola. L'integrazione non è il bene assoluto, l'identità non è il male assoluto, il razzismo è idiozia.

L'Islam si è interrogato perchè l'uomo si interroga e il dio della misericordia è quello che ha creato le domande e non predefinito le risposte. Un islam interrogante è una consapevolezza forte per chi deve confrontarsi e non c'è una condanna al confronto con l'integralismo, ma c'è la forza di carte da giocare con l'umanità che è di ogni fede. La Turchia che torna interrogante è realtà di questo mondo carsico. Ci sono stati califfi che hanno sognato Aristotele, ci sono ragazzi che si interrogano sulle tartarughe. 

Lidano Grassucci