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14 luglio, appunti del mio amore per la libertà

Il significato di una data, la voglia di onorare la mia Rivoluzione

14 luglio, appunti del mio amore per la libertà

Ci andai pure alla Bastiglia per onorare la mia rivoluzione, ma come tutti (tranne io allora) sanno la Bastiglia non c'è. Perchè la rivoluzione non  è come un imperatore, o come una religione, che ha bisogno di un feticcio per vivere. La rivoluzione di Francia non vive nella Bastiglia presa ma nella libertà conquistata. Dovevo andare, per onorare la mia rivoluzione, dentro me.

Ogni volta che a testa alta guardo un altro uomo che non abbassa il capo, quello è il senso del 14 luglio. Liberi, che vuol dire che la società non è un panino imbottito con gli strati di formaggio e sopra uno solo che puo' mangiarlo, ma è come un pomodoro rosso e succoso per ciascuno, per tutti. Liberi che vuol dire non sentire dentro la mancanza rispetto ad altri uomini, ma la stessa speranza. 

Eguali, che non è identici ma ciascuno unico davanti ad altri unici, senza che nessuno corra in salita mentre gli altri hanno la scala mobile.

Poi fratelli, che è come i lupi la capacità di stare insieme, di condividere. "Ragazzi della Patria, i giorni della vittoria sono arrivati contro le orde dei tiranni". E questo era non stare davanti alla Bastiglia ma stare lì con un mio amico, eguale a me, e fratello con cui avevamo amato, odiato Robespierre. Rigoroso nella libertà, ossessionato dalla libertà.

Come tutto gli amanti muoiono nell'ossessione dell'amata per la passione di amarla. A noi piaceva quella forza delirante quasi contro "re e tiranni", furia nel cancellare al mondo l'idea che c'è uno col tuo stesso sangue, i tuoi stessi dolori, che si sente altro da te e sopra te. Orde di tiranni contro al Repubblica, e mandiamo i ragazzi il domani della libertà. Se non capisci il furore di Francia, il delirio della libertà, sei condannato ad esser servo del tiranno, suddito di un cane che si chiama Re.

Sì, sono andato alla Bastiglia come secoli prima c'era andata la mia gente che non aveva neanche le mutande per aprire le porte agli ultimi degli ultimi, perchè il piu' cane bastardo di quel carcere era migliore del migliore Re assassino dell'umanità. "L'asino ha padrone", diceva mio nonno. Lui era la mia Bastiglia. Buon 14 luglio, viva la Francia che quella libertà ha donato al mondo, con tutto il dolore che la libertà comporta. E Parigi mi parve bellissima.

 

Note: questo viaggio l'ho fatto con il mio amico Sergio Corsetti che ha avuto la sventura di condividere questo amore per la libertà che caro ci costa. Ciao Sergio

 

Lidano Grassucci