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L'Italia delle prefiche e quella del bersagliere

La rigorosa serietà contrapposta alle grida isteriche per dolori falsi

L'Italia delle prefiche e quella del bersagliere

Torna a casa avvolto dal tricolore il capitano dei bersaglieri, Giuseppe La Rosa. Quella bara, quel ragazzo morto per la Patria, e non mi si dica che è retorica perchè questo è e se si ha paura delle parole si ha timore di vivere. E' tornato a casa in una bara, poi vedi le urla isteriche di buffoni prestayi alla politica e spesso le risposte di politici che si prestano alla buffoneria. Il 9 giugno era l'anniversario dell'assassinio del fratelli Carlo e Nello per mano di un politico che si pensò non buffone ma salvezza della Patria e la uccise. Un filo lega queste storie e tante altre, che esiste una Italia seria, rigorosa che ha il senso kennediano di fare per la nazione e non cosa puo' fare la nazione per te. Una Italia del Risorgimento, una Italia che non si sente oltre l'umano, ma degna dell'umanità sì. Una Italia che conosce il valote del coraggio perchè è coraggiosa davanti alle nazioni e non furba nella nazione. Una Italia che conosce il mondo per quel grande che ha dato al mondo. Quel soldato è il segno che noi siamo umanità che piange ogni suo uomo, donna, bambino e questo è "il suo meglio". Una Italia che non si balocca nelle parole, ma resta fermo in quello che dice. I ragazzi morti ad El Alamein, lontano da casa, in una guerra che sapevano sbagliata, con mezzi che sapevano ridicoli rispetto al mondo ma restarono lì e la speranza non c'era. Una Italia che guarda l'inutile spettacolo dei saltimbanchi che hanno rancore del passato costruendo in silenzio il futuro. Mentre raccontiamo di cose che interessano gli interessi, 60 milioni di italiani continuano a fare l'Italia, a testa bassa nonostante tutto. Fanno figli, seminano il grano fiduciosi che domani sarà piu' di quello a cui rinunciano oggi, curano i malati, studiamo per non ripetere il dolore di ieri. I fratelli Rosselli, quel capitano dei bersaglieri La Rosa sono testimonia della serietà che in tv nel talk show di niente nessuno racconta, nei talk show delle grida isteriche si celebrano dolori falsi come quelle delle prefiche ai funerali. 

C'è una Italia delle prefiche e una Italia romana che fa strade. Basta scegliere.

 

Lidano Grassucci