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Ode repubblicana

Riflessioni sulla ricorrenza di ieri

Ode repubblicana

Il portabandiera della squadra degli Stati Uniti alle olimpiadi di Londra quando quelli del cerimoniale gli chiesero di abbassare la bandiera americana davanti alla Regina d'Inghilterra rispose: "Questa bandiera non si inchina davanti ad alcun re di questa terra". Questo è il senso della Repubblica, l'idea che non esista al mondo uomo davanti al quale abbassare l'orgoglio dell'eguaglianza. Il 2 giugno del 1946 uomini e donne liberi, liberamente, decisero che su questa terra ci sarebbe stato posto solo per uomini uguali, che ciascuno di loro e loro tutti erano la Repubblica. Una scelta che non è di altri, per altri, ma è la scelta chi ci fa uomini tra gli uomini. Quel giorno e da quel giorno onoriamo le libertà della repubblica romana, il sogno di un signore che da Genova repubblicana per amore pensò a questa Patria come cosa di tutti perchè di ciascuno, Giuseppe Mazzini. Lui spiegò che dovevamo essere uniti, liberi e repubblicani, senza padroni. Mio nonno mi insegno che il capo non si china mia: "nessuno è meglio ti te, e tu non sei meglio di nessuno". La Repubblica è l'unico posto dove per vivere devi essere uomo, dove il sangue di tutti, tutti è rosso. Rosso come quella fede che è l'unica che indosso. La Repubblica non è di uno, di un gruppo, di un pezzo è ciascuno se è tutto. Ho giurato fedeltà a questa Repubblica quando ho prestato il servizio militare, ho giurato e non sono spergiuro. Ho giurato perchè la libertà è repubblicana, perchè per questa idea quando s fece Re il Papa in tanti preganti lo rispettavano nella Fede, ma lo maledivano come Re. I Re sono parassiti della libertà.

"Questa bandiera non s inchinerà davanti ad alcun re di questa terra". 

La mia Repubblica è la libertà dei comuni, delle repubbliche marinare, è l'orgoglio di Genova, Venezia, di Roma di Armellini, Saffi e Mazzini.

Sono nato in una Repubblica, libero di guardare negli occhi ogni uomo alla pari sentendomi degno del rispetto che porto per l'altro uomo, che a me è pari, ma nessuno sopra.

Chiamatelo orgoglio repubblicano, oggi sono orgoglioso di essere repubblicano e guardo con tristezza tutti i re del mondo, offesa all'uomo che non è suddito mai, cittadino sempre.

Viva la Repubblica e la retorica repubblicana contro l'indifferentismo becero dei vili. E morte ai re.

Lidano Grassucci