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Considerazioni personali sul modo di pensare la Politica

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Mi scuserete se faccio alcune considerazioni personali. So bene che non si dovrebbe, che non è elegante. Ma credo, in questo modo, di spiegarmi meglio. Mi uso come cartina al tornasole del mi stesso ragionare. La politica ha bisogno di passione, di emozioni, di scelte, di parti. Ho scelto da ragazzo di partecipare per passione per immaginare una città futura che non era la città presente, sapendo ma non subendo del passato. Ho fatto politica: non per questioni etiche, avrei fatto il sacerdote delle tante fedi che ci sono; non per far di conto, avrei fatto il ragioniere; non per rispettare le leggi presenti, avrei fatto il giudice. La politica è pensare le leggi di domani, immaginare come si produrrà, vivrà domani, la politica non è come vivi rispetto alla tua coscienza. De Gasperi pensava all'Europa e alla libertà quando il continente era ferito, dilaniato per guerra tra fratelli, lì dove c'era sangue lui pensava all'andare insieme guardando il colore unico del sangue non la sua lingua; Nenni pensava ai diritti del lavoro quando ancora il lavoro era da inventare, pensava alla scuola aperta a tutti quando gli ultimi già bambini erano esclusi, per definizione. La politica non è prassi del presente ma bellezza di domani, per far di conto, per tenere il presente bastano ragionieri e guardie.

La politica è l'idea che la fame di oggi è zuppa inglese domani. Altrimenti? E' squallido niente. Pensavo, da ragazzo, che ci sarebbe stato un sole dell'avvenire e non un'alba che sarebbe andata a morire dopo 12 ore.

La politica non è raccontare i bisogni infiniti e bari di questo tempo, ma costruire le risposte per domani.

Ma non c'è tempo: quando un paese distrutto si presento povero come era sempre stato e anche sconfitto nella dignità, De Gasperi pensava alle fabbriche che sarebbero venute non alle macerie che c'erano.

Oggi si pensa alle ore, non ai giorni. Uno statista pensa alle generazioni, la politica pensa alle nazioni ma anche alla fame di ciascuno, non ragiona per partita doppia ma per ragionevole futuro.

Altrimenti? Hai la povertà della "decrescita", la paura che domani sia gramo e se non hai speranza di domani non hi ragione di vivere.

Ho pensato così la politica, altro modo non conosco ma credo non ci sia.

Lidano Grassuccu