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Quando a mancare sono gli uomini di domani

Quella energia che manca al mio Paese, la paura dei vecchi e gli occhi grandi di un bimbo

Quando a mancare sono gli uomini di domani

Un bimbo mi guarda, ha occhioni grandi che resti a guardare. Non si nasconde in quel sorriso che è avere dalla sua il tempo. Tempo lungo, tempo infinito. Intorno a me preoccupati signori che odiano quello, non amano quell'altro e hanno paura di se stessi. Li penso bimbi come saranno stati quando era il tempo loro. Capisco da qui, dalla loro stanchezza e dai loro occhi spenti il male di questo mio Paese, l'età. Le paure dei vecchi hanno prevalso sulla audacia, impertinente, maleducata, ingenua, arrigante dei giovani. Ho rivisto una foto di mio padre sopra i 20 anni, antipatico, prepotente sfrontato, come se il mondo dovesse essere da lui violentato. Lo riconrdo poi ponderato con me e con le mie prepotenze, ma non mi ha mai trasmesso paura.
Il bimbo gira intorno come faceva Marco Polo nel Catay, o Colombo nell'Atlantico che già sarebbe dovuto cadere giu' ma non era la paura che li fermava, ma l'ardire che li spingeva.
Domani ci sarà il sole per il bimbo, sarà nero di nubi dal mare per i vecchi.
Questo mio Paese non è malato di finanza, di debito, di tedeschi invasori e peennemente maestri di tragedie, ma è malato di pochi bambini. Un bimbo è speranza in se, ardire dei genitori, forza per i nonni e rumore per il mondo.
Se fossi Enrico Letta, ma non lo sono, farei un piano straordinario per aprire scuole, per sostenere le mamme ad avere bimbi perchè per costruire domani servono piu' intelligenze non meno. Direi ai soloni della decrescita che pensare soltanto che non si puo' diventare meglio non è sbagliato è inumano. Farei così, perchè quel bambino era la cosa piu' viva e ardita che c'era perchè lui farà cose e inventerà cose che a noi non è dato neanche immaginare.  

Lidano Grassucci