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Quel riformismo che fa paura

O sei riformista e fai, o sei rivoluzionario e critichi e spieghi

Quel riformismo che fa paura

Ma essere di sinistra o non esserlo significa stare con Berlusconi o starci contro? Sarebbe una opzione veramente meschina, Berlusconi è un uomo come tale caduco e quindi sarebbe caduca anche la scelta. Io credo che stare da una parte non è in ragione di un'altra parte, di una parsona, ma in ragione di idee di domani. Capisco che in una società a mondodirezione televisiva la realtà è quel che appare e la Gabbanelli è un eroe come Enrico Toti, o Goffredo Mameli quando è solo una gran brava gionalista. La televisioni genera ormai non professionalità ma mostri. 
Io credo che si scelga una parte, non voglio scomodare Norberto Bobbio che distingueva tra chi sta col principe e ci con il popolo, per progetto, per appartenenza. Tutto ma mai per contrarietà. Si sceglie, ad esempio, la sinistra se hai nel lavoro un credo se del primo articolo della Costituzione "l'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro...." sei sensibile al lavoro. Questo prima, con e dopo Berlusconi che rispetto al movimento del lavoro è niente. Dico questo perchè in questi giorni tante anime piè hanno sostenuto che era bvillenza alla coscienza un governo con Berlusconi, mentre era contro la coscienza, a mio avviso, un governo che non da risposte sul lavoro, sui bisogni. Non è umiliante stare con un avversario momentaneo, è ignobile non dare risposte a chi ha bisogno.
Se un uomo non ha lavoro è libero di bestemmiare Berlusconi ma non mangia uguale.
Essere di sinistra è stare col lavoro, Turati ha scritto una canzone bellissima che recita: "il riscatto del lavoro dei suoi figli opra sarà" frase a cui bisogna aggiungere poco, poi ci si puo' stare in tanti modi: o far fonta che solo i puri si riscatteranno, o accordarsi anche con gli impuri per dare risposte ai bisogni. O sei riformista e fai, o sei rivoluzionario e critichi e spieghi. Personalmente credo che la prima sia l'unica strada, la seconda è il velletarismo di chi ha comunque la pancia piena. Perchè se hai fame devi mangiae ora, non rimandare il pasto alla facitura della società dei puri.
Un discrimine che attarversa il partito democratico perchè sta nell'equivoco di un partito che ha sorvolato sulla prassi, che ha pensato che le differenze fossero di stile mentre erano, e restano di sostanza. IN questi 20 anni si è esaltato il "nemico", non si è costruito il consenso amico. Naturalmente ciascuna delle vie ha grande nobiltà, e ormai sono due secolo che sul metodo chi sta con gli ultimi si divide. Però non vorrei banalizzare la sinistra è nata per il riscatto sociale, non contro qualcuno. Sarebbe cosa misera  e la miseria è il nemico unico e solo contro cui si deve combattere.

Lidano Grassucci