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La libertà mai di moda

Riflessioni sui partiti e su un signore di 88 anni

La libertà mai di moda

In Friuli la Serracchiani vince nonostante il Pd, vince nonostante Grillo, vince nonostante i duri e puri che il mondo finisce e inizia contro Berlusconi prendendo anche un pò di voti di Berlusconi. Vince perchè non ha paura, perchè i friulani, come la maggior parte degli italiani, sono semplicemente gente seria e non twittano, non fano le retromarcie avendo in orrore le marce e a Roma vanno a trovare il Papa. 
Esiste una sinistra umana, che capisce che bisogna cambiare la vita ora e non fare la rivoluzione domani. Una sinistra che non si nasconde dietro cose bizzarre esa di essere erede dei cattolici sociali, dei socialisti e dei riformisti del Pci, l'Italia di Napolitano che a 88 anni da una lezione di morale a bambini che pensano che un governo, un presidente della repubblica sia una lecca lecca. Ha dato lezione a partiti che pensano che basta fare i capricci per avere la cioccolata. Esiste l'Italia del Friuli di gente che dice ad una ragazza seria, tocca a te. Una Italia che sa del dolore di emigrare, che ricorda la fame vera, e non si illude della genuinità di un passato infame, perchè pieno di fame e di bisogni. 
C'è una Italia di frustrazioni di chi aliena sempre le colpe: abbaimo fatto una guerra aggredendo a freddo 37 paesi, ma la colpa era solo di qualcuno; abbiamo taciuto, tutti, davanti all'ignominia delle leggi raziali poi abbaimo dato la colpa solo a qualcuno (ma il silenzio, la connivenza sono colpa). Ora hanno mangiato tutti, nessuno escluso (Grillo alla televisione di stato corrotta e vile ci campava e bene, con pane companatico e Suv), ora nessuno si riconosce nei partiti, i partiti di cui avevano tessera, hanno avuto incarichi, ho hanno goduto dell'indiretto.
Io mi denuncio: sono stato, sono, sarò della mia parte. Sono nato dentro un partito, il mio era il partito socialista, e ne rivendico tutto nulla escluso. Perchè i partiti sono questo, un filo che lega al passato per governare il futuro, non un club di vecchie zitelle litigiose sul consomè da servire la sera a cena. La prospettiva di un partito non è una cena, ma domani. E un partito non nasce contro, nasce per.
Don Sturzo non  fa i popolari perchè odiava Turati, ma per dare risposte ai contadini cattolici delle campagne italiane che volevano far vivere meglio i figli, volevano pensarli dottori e non al niente cui erano condannati. Un partito nasce per fare e fanno le cooperative, fanno il mutuo soccorso, fanno la solidarietà. 
In Italia, i suoi difetti sono tanti, ma è piu' sensibile alla pietà ed ha in odio l'odio. In Italia non tagliano le teste, cercano di cambiarle di capirle. Alla fine della guerra il capo dei comunisti, il Migliore, dice "basta vendetta, è tempo di pietà" e ferma il sangue. Berlinguer dentro la tragedia del sangue della follia dell'odio di pochi dice che "il lavoro sta con la vita e non porta la morte". Non si è comunisti, socialisti, liberali, cattolici nelle sue varie ricchezze per odio ma per generosità.
Dobbiamo fare l'Italia di domani non testimoniare quella di oggi. Lo ha detto un signore di 88 anni a cui abbiamo chiesto una cosa disumana, continuare perchè questo paese non aveva piu' la libertà di capirsi. Mi diranno che suono fuori da tempo, che vengo da storie dell'800, che sono antico, si antico come i liberi greci contro i mostri totalitari d'oriente, mi scuserete ma la libertà non puo' essere antica o alla moda, è aria senza c'è la morte.

Lidano Grassucci