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O riformismo o morte

Il nodo del riformismo che la sinistra italiana non vuole risolvere

 O riformismo o morte

La politica o è la comprensione del presente o non è. L'ideologia è illusione di futuro. Sono i due riferimenti in cui si dibatte il partito democratico che nasce dall'incontro non di due visioni del mondo, ma di due modi di agire nel mondo. Il percorso della comprensione del presente ha percorso oltre un secolo di storia riformista europea, neanche un attimo del massimalismo italiano. Il domani era radioso, ma restava misero il presente. I tedeschi, quelli di Marx, si domandarono cose del presente mentre architettavano il futuro, poi presero coscienza che il futuro non esiste se non hai da vivere oggi e per vivere oggi non devi guidare la fabbrica, devi chiedere piu' salario, devi sporcati le mani con l'infamia del padrone, devi forse anche accettare che la catena vada piu' veloce. Il padrone è infame anche quando fa l'accordo, ma l'accordo va fatto perchè riduce la fame.
In soldoni devi accettare che esiste l'eresia, la bestemmia, l'errante se vuoi una fede che non produca misericordia, ma errori. Il rigore, la purezza non producono che roghi, tribunali che possono l'omicidio perchè "santi".
La politica è governo della città che c'è, non perfezione della città futura. 
Oggi la sinistra italiana deve ritrovare nella sua storia le prassi del riformismo, deve fare i conti con i mescevichi, deve confrontarsi con la passi socialdemocratica che non è un mostro senza testa, ma la misericordia del socialismo. Non pietà, ma misericordia che è risposta al bisogno e non carità.
Questo nodo va sciolto, è inconciliabile. 
Buoni e cattivi sono categorie della purezza, la politica è contaminazione. Bello e brutto sono categorie dell'estetica. Onesto e disonesto sono categorie della morale, del diritto, sono presupposto, premessa dell'agire pubblico ma non sono categorie proprie della politica. Se non si torna alla distinzioni dei piani abbiamo l'"idiozia" dela politica dei nessuno dei 5 stelle, che non è lontano dalle idee del governo delle masse informi del totalitarismo. L'articolazione tra morale, diritto, religione, politica fa la stratificazione di una comunità politica matura, altro è Pol Pot telematico (ogni riferimento a Grillo è cercato).
La sinistra ha il dovere di sciogliere il nodo della prassi altrimenti sarà quel che è stato il partito contadino polacco rispetto al partito comunista, un satellite.
O nasce una sinistra riformista, capace di dialogo, di inclusione, di curiosità o muore la libertà.
Mao non si chiede il colore del gatto, ma valuta la sua efficienza nell'eliminare i topi. I topi del totalitarismo sono entrati, manipoli, nella democrazia la democrazia ha il dovere della sua sopravvivenza.
So bene che il rigore rivoluzionario dei puri troverà mille e mille ragioni del tradimento, ma il nodo resta. Un operaio disoccupato muore oggi, non sarà felice nella città del sole, non farà in tempo.
Naturalmente confesso, sono mescevico.

Lidano Grassucci