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Il dovere del governo

Il male del blocco della politica e la mancanza di leader audaci

 Il dovere del governo

Il Pd è "fermo alle primarie", Grillo alle gite fuoriportà e il Pdl a cercare conigli nel cilindro. Ciascuno indaffarato in maniera autistica in se stesso, come se l'altro (qualsiasi altro) fosse il male assoluto e non un altro modo di vedere le cose. In politica, come nella vita, è la generosità il valore aggiunto e non l'egoismo. Guardare l'altro non per ciò che mostra ma per ciò che è nel profondo, nelle vene, nello stomaco. Quando Nixon va  a parlare con i cinesi, i comunisti cinesi, prende per buono il minimo comune possibile, il ping pong. Banale? No, è stato il seme dello sviluppo cinese, uno sviluppo avvenuto non contro l'America ma con l'America. I risparmiatori cinesi hanno finanziato lo Stato di Nixon acquistando titoli pubblici. Allora? I duri e puri suggerivano al capo dei cinesi di stare sulle sue, e in America i falchi facevano lo stesso lavoro. I duri e puri produconi tribunali di inquisizione, le eresie cambiano la Grazia anche a chi la pensava in esclusiva.
Se resti fermo e ti bei della tua bellezza imbruttisci, il bello lo devi andare a vedere nell'altro, come l'altro lo deve vedere in te. L'avaro è brutto, ma non per estetica per sterilità umana.
Mao sosteneva di considerare indifferente il colore del gatto, ma fondamentale che elimisse i topi. La saggezza, è merce rara, anche nel vivere quotidiano. Rarissima. 
A Roma non debbono cercare le ragioni per stare insieme, ma i bisogni per cui lavorare insieme.
Io suggerisco non un governo di tecnica, di saggezza, di compromesso ma di bellezza. Direte è follia? No, perchè la politica è armonia della città, e l'armonia è bellezza. Un governo il cui capo vada in tv è affermi: "apriremo 100 nuove scuole, perchè dai ragazzi che si fanno uomo ruberemo le idee di domani".
Un presidente che dica: "investiremo negli artisti, in quelli che hanno l'arte di fare". 
Con chi? Ma che importa. Abbiamo creato una strada che da Roma andava al paradiso, abbiamo raccontato il paradiso e l'inferno ci è pure venuto meglio. Abbiamo distinto l'amore per il creato dall'amore per le creature, amandone ciascuna, abbiamo pensato che l'errore è abberrante, ma l'errante è umanamente come il piu' pio. 
Spesso ci diciamo di diventare come la Francia, con le sue libertà, come l'Inghilterra con il suo cambiare ordinato, come la Germania con il suo rigore luterano, o di farci Americani quaqqueri e timorosi, io credo che usciamo da qui se siamo quel che siamo, italiani, che vedono Dio e lo dipingono non a faccia in su', ma in giu', che fanno città sull'acqua che Dio ci camminava sopra, ma solo lui.
Un posto che se cadi ti raccolgono mentre chiamano l'ambulanza, mentre gli altri stanno a guardare.
Senza essere superiori a nessuno, perchè non lo siamo, ma secondi mai.  

Lidano Grassucci