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La sinistra e la paura della prassi

Quel confronto con il riformismo che Bersani rimuove, il modello del centrosinistra che porta l'Italia al contemporaneo

La sinistra e la paura della prassi

La sinistra italiana ha dentro una malattia profonda: una sua parte si sente "eticamente superiore" alle altre parti della sinistra e alla società italiana. L'idea del partito della sinistra nasceva, a fredda, dalla fusione di quella cultura, con il pragmatismo cattolico, con parte del riformismo socialista. Il risultato? I primi, quelli della superiorità etica, si sono sentiti tutto del partino nuovo, gli altri come "operai della vigna". Ma il nodo di fondo non è stato risolto. Dire oggi: no a Berlusconi e accarezzare Grillo perchè è puro e non vedere che è il nemico ripete lo schema di stare con Cuba in odio per l'Ameruica. Naturalmente incassando i vantaggi di stare dalla parte dell'america. I puri barano sempre con la purezza. La sinistra italiana si compiace della sua minorità intellettuale. Il nemico? Il riformismo che si sporca le mani con il potere. Craxi che ha l'ardire di dire che i socialisti sono socialisti non comunisti mancati, di pensare che esiste il dovere di dare risposte all'oggi e non di vendere illusioni di domani.
Per questo Craxi è il simbolo, è l'arcinemico, è il concentratore d'odio che poi si trasferisce in Berlusconi. Una sinistra che ha bisogno del nemico, non del progetto di domani. Una sinistra che non guarda la prassi del centrosinistra (che pure dovrebbe nel'incontro tra riformisti cattolici e socilisti essere il modello) che ha portato alla scuola media unica, alla liberalizazione degli acessi universitari, allo Statuto dei lavoratori, alla assistenza sanitaria per tutti, alla energia elettrica per tutti ma vede un "tradimento di potere". Non vede il meglio per gli ultimi, ma la perdita di purezze da libro.
Oggi che il centrodestra gioca a catenaccio, il catenaccio della sinistra purista sta uccidento il paese e Renzi si candida ad essere il nuovo arcinemico perchè, come Nenni, come Craxi, pensa ad una sinistra che governa e non ad una sinistra che testimonia.
Oggi o la Sinistra è in grado di superare questo limite o il Paese morrà in mano a caudilli sudamericani, a masanielli in sedicesimi. Perchè veramente oggi il tema è "socialismo o barbarie".
Mi scuserete di essermi intromesso, ma Bersani che governa da un anno e mezzo con il Pdl, che ha promosso quell0incontro, non puo' dire oggi che questo è impossibile. Dice di non poter fare cose che sta facendo e che, a suo dire, hanno salvato il Paese. 
Una presa in giro in nome di purezze che non ci sono. La sinistra è fatta di uomini in carne ed ossa non di leninisti intellettuali che con purezza guidano la rivoluzione. Non c'è da fare la rivoluzione ma da riformare il Paese recuperando la stagione in cui cattolici democratici e socialisti fecere dell'Italia un paese contemporaneo.

Lidano Grassucci