Menu LatinaPerStrada.it

La parola a...

Come i dinosauri...

La parola a...Giancarlo Loffarelli

Un meteorite (forse) ha estinto i dinosauri. Le invasioni barbariche (forse) hanno distrutto l’Impero romano. La televisione (forse) distruggerà il senso della bellezza nelle nuove generazioni. E’ esagerato? Forse sì. O forse no.

Certo, il linguaggio televisivo, a partire dagli spot pubblicitari, ha imposto alla percezione delle recenti generazioni nuovi gusti estetici per cui, ad esempio, veloce è bello e lento è brutto, l’inquadratura stretta è migliore di quella ampia, l’azione è più bella della descrizione…

                Risultato: provate a far vedere a un quindicenne un film di Visconti e non reggerà più di dieci minuti. Colpa di Visconti? Non direi.

                Il problema non è che lento debba essere bello e veloce brutto. Il problema è che ogni cosa serve a esprimere qualcos’altro.

La percezione imposta dalla televisione ha ridotto, invece, la pluralità delle espressioni. E’ come se si volesse imporre a un pittore di usare soltanto due o tre colori perché gli altri sono brutti. Ma non esistono colori brutti, esistono modalità giuste o sbagliate di usare i colori.

                Che fare, dunque? Proibire di vedere la televisione? Impedire ai pubblicitari di girare spot con il proprio specifico linguaggio che, ovviamente, dovrà essere rapido se il messaggio deve passare in quindici secondi?

                E’ chiaro: niente di tutto questo.

                E allora?

                Ci sarebbe un’agenzia educativa che avrebbe fra i suoi compiti istituzionali quello di educare alla percezione della bellezza. E’ la scuola. Ma a livello italiano ed europeo la preoccupazione della scuola è, giustamente, quella di verificare i livelli di apprendimento nelle lingue, nella matematica e nelle scienze.

                E il senso della bellezza?

                Quando ci si renderà conto della catastrofe epocale che stiamo vivendo, forse, sarà troppo tardi.

                Come per i dinosauri. Come per l’Impero romano.

 

Giancarlo Loffarelli

Docente di Storia e Filosofia

 

 

Sponsor