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La parola a...

Come chiudo la giornata

La parola a...RafaHell

Come si fa a chiudere una giornata? Me lo chiedo spesso prima di spegnere la luce e chiudere gli occhi. Mi fermo un attimo prima di premere l'interruttore qui accanto al letto. Cerco un brano musicale e lo ascolto, cercando di raccogliere tutti pensieri, le emozioni, le avventure vissute.

Anche stasera è così e, mentre un assolo di Alex Britti fa da eco al mio cervello, stendo un filo sottile sul mio letto, che mi serva a dare un legame a quanto accaduto. Di una cosa sono certo: non posso tagliare quel filo. Non posso dare un senso solo a questa giornata.

Impossibile non trovare qualcosa che riconduca a ieri, l'altro ieri, il giorno prima ancora e chissà...magari anche domani. Davanti ai miei occhi si tesse una ragnatela. Un reticolato di parole, persone, messaggi, telefonate, e-mail, incontri, strade, marciapiedi, vetrine. Non credo sia da esauriti di testa o fissati.

Rivivo le ore appena trascorse a velocità raddoppiata. Guardo come mi sono svegliato, l'aria che ho respirato aprendo la finestra. Il mio percorso fino a lavoro. Le scartoffie in ufficio. Le chiacchiere coi colleghi. Il pranzo, il caffè, la sigaretta. Tornare a casa. Riposino quotidiano. La spesa. Cenare. Guardare un telefilm. Ritrovarsi a letto. La routine. Vederla così è semplicistico. Sembra una vita piatta, una vita noiosa. Eppure alcuni dettagli fanno la differenza. Le telefonate delle persone più vicine che ho nella mia vita. Incontrarne alcune. Alcuni messaggi sul cellulare, altri su Facebook, altri ancora nella casella mail. Tanti piccoli minuti rubati alla routine che hanno reso oggi diverso da ieri. Ho iniziato a contare i sorrisi. Sembra una cazzata, ma non lo è. Siamo intorno alla quarantina. Non è poco. Assolutamente. Ieri ne avevo fatti decisamente di meno. Forse quattro o cinque. La media si è alzata.

Una volta ho letto che bisognerebbe alzarsi sorridenti ogni mattina, anche se non ne hai voglia. Sorridere alla vita. Provarci e vedere che giorno dopo giorno, il sorriso diventerà qualcosa di tuo, che ti aiuterà ad affrontare meglio ogni cosa. Diciamo che sono molto lontano da questo sistema “immunitario” ma ci provo. Ogni tanto mi sento un deficiente. Guido verso lavoro e mi stampo questo sorriso sul volto. Se qualcuno mi vede, mi prende per matto...100%!!! Ma al di là di questo, i sorrisi più belli sono quelli che ti vengono da dentro, dal cuore, dall'anima. Quelli scaturiti da qualcosa, da qualcuno. Quei sorrisi che ti fanno lavorare con più serenità, che ti fanno guidare con tranquillità, che ti fanno addormentare beatamente. Come si può chiudere la giornata quindi? Non si può mettere un punto.

Quando chiudo gli occhi, mi viene in mente una di quelle scritte cinematografiche “...to be continued”. Si, è il modo che mi piace di più. Vedere me stesso come il protagonista del mio mondo e questa sera ci saranno solo i titoli di coda della puntata odierna. Domani sigla e si riparte. Ma da quel filo steso sul mio letto qualche minuto fa, ho ricavato un altro percorso che si unisce alla mia ragnatela. E ho notato qualcosa di nuovo, qualcosa a cui ieri non avevo fatto caso. Il mio sorriso. Non lo guardo spesso. Forse mai. Chi di noi può guardarsi ridere? Oggi invece ci ho fatto caso, quasi come se mi fossi dissociato dal mio corpo per vedermi dall'esterno. Ero lì che ridevo davanti al computer. Ero lì che ridevo nel viale del mio ufficio. Ero lì che ridevo al supermercato. Ero lì che ridevo nel giardino di casa. Sto ridendo adesso nel mio letto. Forse la forza è tutta lì. Nei nostri sorrisi. Tra le mille avversità e i mali che possono invadere i nostri cuori. Il sorriso può dar forza. Anche uno soltanto.

Come chiudo la giornata? Pensando che se ho avuto anche solo un minuto per sorridere, vale la pena di affrontarne un'altra di giornata, e un'altra ancora, e un'altra ancora. Sperando che domani i sorrisi siano due, o magari tre, forse di più. Come chiudo la giornata? Col sorriso.  

RafaHell

 

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