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La parola a...

Il letargo

La parola a...Elisa Saltarelli

Ho sempre sostenuto che osservando gli animali si possa imparare molto. Pensiamo ad esempio a quella incredibile esperienza di autoconservazione e conseguente rinascita primaverile che il mondo animale adotta: il letargo.

Se anche noi esseri umani ci concedessimo questo momento di “sospensione”, imponendoci di arrestare la corsa frenetica di ogni giorno, avremmo modo di osservare ed ascoltare con la giusta attenzione il nostro spazio e tutto quello che c’è dentro. Picasso,  Hemingway, Sartre, Pirandello, sono solo alcuni dei grandi artisti ed intellettuali segnati da un denominatore comune, tutti sono stati pervasi dalla necessità fondamentale di vivere lunghi periodi di distacco dal mondo circostante, questo ha permesso loro di immagazzinare nuove energie e creare i capolavori che tutti conosciamo.

Il letargo è “la riflessione”, è allontanarsi dalle scene per poi riapparire rinnovati e con una nuova luce, è staccare la spina dalla seducente idea del costante apparire, purtroppo non è una prerogativa diffusa, ma un lusso che in pochi si concedono. Credo che bisognerebbe concentrarsi sulla qualità delle cose e invece ci si fa abbagliare dalla quantità.

Scremare, pulire, selezionare, spolverare e buttare via l’inutile incipriato accatastato dentro le nostre stanze stuccate e le nostre piazze addobbate, fare questo ci aiuterebbe a  ritrovare la limpidezza del vedere e la piacevolezza del confrontarci. Sarebbe bellissimo se dopo un lungo letargo, tutti potessimo sentirci parte di un gigantesco auto generatore, capace di illuminare una immensa e nuova forza creativa, in cui ritrovare ideali, valori e l’amore per la comunità…sarebbe la più inestimabile delle opere d’arte!

Elisa Saltarelli

 

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