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La parola a...

L'inutile fuga dalla realtà

La parola a...Raffaele Natale

Una birra non serve a niente. Un cocktail non serve a niente. Possono funzionare come anestetizzante per qualche dolore che ci portiamo dentro. Trasmettono quel senso di “sballo” momentaneo che non risolve alcun tipo di problematica. Ci piace, lo ammetto. Usciamo, approfittiamo della serata per provare a dimenticare lo stress della settimana, lo stress dei pensieri che ci assillano. Finito l’effetto, la realtà bussa alla nostra porta e noi possiamo solo aprire. Non c’è alternativa. Ero contro l’alcol, sono contro l’alcol. Oggi più che mai. Oggi più di ieri. Perdere il controllo per qualche ora non libera la mente e non depura l’anima. Sono contro la droga, in ogni sua forma. Sono fermamente convinto che non servano a nulla se non ad allontanarsi dalla vita. Rappresentano l’esatto sinonimo del verbo scappare. Sono colpevole di aver provato tutti gli effetti di cui critico la funzionalità, sono cosciente di aver passato serate immerso nella narcosi favorita da una birra ad alto tasso alcolico. Sono fuggito dai miei problemi in un modo infantile. Poi la vita ti lancia un segnale e improvvisamente ti rendi conto che fuggire è da conigli, da codardi. Si, sono stato codardo. Si, sono stato coniglio. La cosa peggiore è che in momenti come questi, rischi di far male a te stesso e farne a chi ti circonda. Io stesso ho subito gli effetti dello “sballo” altrui. Forse sono cose che si capiscono col tempo, forse sono errori che recuperi con l’età. L’importante è arrivare a recuperare. Non sono un santo, non faccio il profeta. Approfitto solo di questo spazio per consigliare a tutti voi lettori di non cadere in questa trappola della “fuga dalla realtà”. Tanto la mattina dopo ti svegli e il mondo è lì ad aspettarti. La mattina dopo arriva sempre e può essere un brutto risveglio.

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