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Il pastificio M.A.P. e la Chiesa di Tor Tre Ponti

Storia dei luoghi e dei giovani di un tempo (terza parte)

Nel 1938 venne costruito il Molino Agro Pontino con annesso pastificio. Tenuto conto che la bonifica dell’Agro era stata fatta, e che i terreni erano molto buoni, visto che già si produceva il grano per poter raggiungere l’autosufficienza nazionale, fu pensato e realizzato il Molino dell’Agro Pontino (M.A.P.) che opererà in seguito anche come pastificio.

Questa importante fabbrica, ubicata nel cosiddetto “Agro Redento”, assolveva ad un compito preciso che era quello di assicurare la macinatura del grano per la produzione di farina tanto necessaria per la fabbricazione del pane e la lavorazione della pasta per uso alimentare umano. La vicinanza della stazione ferroviaria, anche qui come per lo Zuccherificio, facilitò notevolmente il trasporto dei beni prodotti, rendendo in tal modo fiorente l’attività industriale del luogo. Ecco quindi che il felice connubio agricoltura e industria nel territorio, cominciò a creare tutti i presupposti per l’occupazione.

Il primo direttore della fabbrica fu, il dott. Alberto SBRIGHI della Federconsorzi di Roma, mentre alla Direzione del Personale e Amministrazione, fu nominato il dott. Angelo ONORATI che in seguito diverrà Consigliere comunale ed anche Sindaco di Latina negli anni ’60.

Nonostante ci fossero oramai industrie consolidate nel territorio, il sistema di trasporti adeguato ai tempi, sia la città che il Villaggio non riuscivano a incrementare il numero degli abitanti in modo considerevole…

 

 

LA CHIESA DI TOR TRE PONTI

 

Dopo la parentesi molto grave dovuta agli eventi bellici che non risparmiarono la zona, tutti si rimboccarono le mani per la ricostruzione, il 31 gennaio 1945 alla città fu cambiato il nome da LITTORIA a LATINA.

In tutti questi fatti non vi è traccia di costruzione di una chiesa per Latina Scalo, gli abitanti si servivano di quella edificata nel 1796 a Tor Tre Ponti.

La chiesa di Tor Tre Ponti, oltre ai residenti del posto, era utilizzata dagli abitanti del “Villaggio” e di quelle persone che si trovavano di passaggio lungo l’Appia.

La struttura conventuale progettata dall’architetto Gaetano RAPPINI fu iniziata a costruire nel 1790, mentre la chiesa vera e propria fu progettata dall’architetto camerale Francesco NAVONE.

Il 9 maggio, personalmente PIO VI benedì la prima pietra della chiesa, come attestato presso l’archivio notarile di Terracina in un atto del notaro Candido DONATI.

L’edificio chiesa si presenta architettonicamente a forma di croce latina con transetto evidenziato da una cupola, arricchito da un campanile caratteristico posizionato a nord della struttura; l’aula liturgica è ad una navata centrale ampia e due laterali più piccole alle quali vi si può accedere attraverso un ampio porticato.

Proprio sotto di questo vi è una lapide commemorativa la quale così riporta: “Pius Sextus POM pontini agri a se constanti opere ab inundantibus aquis exsiccati colonis ne Religionis subsidia delessent, Templum in honorem Pauli Apostoli cuius olim pedum vestigiis hic locus consecratus est cum coenobio a fundamentis erexit omnq. Cultu ditavit tuitione eius curaq. Sodalibus Ordinis Cappuccinorum perpetuo conlata. Anno Domini 1796 Pont. XXII”.

 

Pio VI ricorda di aver costruito questa chiesa affinché ai contadini residenti non venissero mai meno i conforti della religione, che il tempio era dedicato all’Apostolo Paolo in ricordo del suo passaggio in quei luoghi, e che la chiesa era stata affidata all’Ordine dei Cappuccini.

La Sacra Scrittura riguardo al passaggio di San Paolo da queste parti ci dice: “Da Roma i fratelli, che avevano sentito parlare di noi, ci vennero incontro fino al Foro Appio e alle Tre Taverne. Paolo nel vederli, ringraziò Dio e prese coraggio”. (At 28,15)

La chiesa, presenta un altare “maggiore” del XVI secolo in marmo lavorato e proviene dalla chiesa (ormai distrutta a causa di eventi bellici) di S. Antonio di Cisterna di Latina, esso è stato donato da Gelasio CAETANI; come visto, la chiesa fu inizialmente affidata ai frati cappuccini che vi rimasero sicuramente sino al 1800.

Successivamente ci fu un periodo di decadenza soprattutto a causa del brigantaggio operato dai napoleonici in Italia; l’esercito napoleonico come sua abitudine, usò il convento la chiesa e la vicina posta come distretto di guarnigione.

Il papa Gregorio XIV la fece restaurare nel 1831 e si degnò pure di visitarla; nonostante ciò, la chiesa ricadde in decadenza a causa principalmente dell’imperfetta bonifica della palude e della malaria che imperava.

Con la bonifica fascista, per volere di Mussolini, che non trascurava l’aspetto del conforto religioso dei contadini, la chiesa fu risanata nel 1934 e l’anno successivo fu istituita come parrocchia dove sino al 1960 fu retta da sacerdoti secolari incardinati nella Diocesi.

A memoria, ricordiamo che dal 1949 viene nominato parroco di Tor Tre Ponti don Giuseppe DI BELLA, che vi rimase sino al 1954 quando fu inviato come vice parroco nella chiesa di S. Maria Goretti in Latina. Il primo successore di don Giuseppe DI BELLA fu don Vincenzo FAUSTINELLA che vi rimase per un periodo di circa due anni, in contemporanea con Latina Scalo e con l’aiuto del sacerdote cinese don Ly Yun Yan meglio conosciuto come “don Pietro il cinese”.

Dal 1961 la parrocchia è retta da sacerdoti Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria.

 

Elaborato di Chiara Maria De Marco 

18 Dicembre 2013

 CONTINUA

 

 

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