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Storia dei luoghi e dei giovani di un tempo

Un obbiettivo: ripercorrere le strade attraversate da parenti e amici

In quest’occasione particolare nella quale ricorrono 81 anni dell’inaugurazione della mia Città natale, vorrei fare un affettuoso viaggio attraverso l’album della memoria per rendere omaggio a tutti quei giovani che hanno sacrificato la loro energia, il loro tempo, i loro affetti familiari, dimostrando, in poche parole, la loro generosità in nome di quell’alto ideale che è il costruire un mondo migliore per sé e per gli altri.

Queste vorrebbero essere le caratteristiche che fanno del breve racconto presente, un piccolo contributo per un’opera impagabile, per non dimenticare il nostro passato e aiutare in qualche maniera a costituire un elemento di cementificazione delle varie realtà che si sono messe in gioco (veneta, friulana, emiliana e locale).

Questi giovani di un tempo, forse non si sarebbero mai aspettati che Littoria, con le sue frazioni ed in particolare “il Villaggio” (Latina Scalo) divenisse uno snodo economico, logistico e di comunicazione ferroviaria e probabilmente anche aereoportuale di primo piano nel XXI secolo.

Ecco le motivazioni che mi hanno indotto ad accettare questa sfida per riscoprire, lungo l’arco della memoria, le strade percorse dai miei familiari, dai genitori, dai miei amici e da tutta la comunità nel suo complesso per poter dare il contributo atto a preservare la memoria storica di una realtà ormai solo relativamente “recente”. In particolare vorrei soffermare la mia attenzione su pochi fatti per non dimenticare tutte le persone grazie alle quali oggi siamo qui a ricordare ma anche per guardare avanti lasciando qualche messaggio costruttivo.

 

IL VILLAGGIO DI LITTORIA STAZIONE 

 

Il Villaggio di Littoria Stazione, come si rileva dal progetto redatto in data 1 agosto 1933 (Anno XI E.F.), fu esaminato in Roma dal Comitato Tecnico Provinciale per la Bonifica Integrale nell’adunanza del 7 ottobre 1933, il quale deliberò la sua approvazione rinviandolo per la fattibilità al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che l’esaminò per mezzo della Sezione 2a nell’adunanza del 13 ottobre 1933. Al progetto recante il numero di disegno 93, redatto per iniziativa del Consorzio della Bonifica della Piscinara, fece seguito la relazione descrittiva a supporto dell’iniziativa tesa a dare in qualche modo alcuni servizi ai rurali residenti.

Lotto 91 – Villaggio di Littoria Stazione, questo fu esattamente il nome conferito al progetto.

Il Villaggio, non fa parte del Progetto Generale delle Opere di Bonifica, ma se ne propone la costruzione per le condizioni agrarie createsi nella zona. Infatti è già in atto l’appoderamento eseguito dall’Università Agraria di Sermoneta dalla zona di Littoria città alla via Appia e dalla via Appia alla zona del Piegale (Ninfa), ed è in via di attuazione quello della tenuta dei Duchi CAETANI dall’Appia alla direttissima Roma – Napoli. L’accentramento della popolazione rurale nella zona limitrofa alla Stazione di Littoria, e la prevedibile convergenza di tutti i prodotti agricoli della zona in questa località, rendono necessario un minimo di servizi pubblici che risponda alle nuove esigenze conseguenti allo sviluppo dell’economia agricola della zona.

La posizione scelta è all’incrocio della strada di bonifica del Murillo, che dalla provinciale Ninfina si protende attraverso il comprensorio della Bonificazione Pontina, e della strada di bonifica che da Littoria va alla zona montana verso i paesi di Norma e Sermoneta. 

Luogo di passaggio da sempre, qui transitavano i carrelli attrezzati per il trasporto della breccia proveniente dalla cava del Monticchio e diretta all'Epitaffio, al Quadrato, a Passo Barabino, alla Chiesuola e a Casal delle Palme per essere poi smistata nei vari cantieri.

Oltre alle modeste abitazioni furono realizzati alcuni fabbricati ancora oggi esistenti e precisamente uno per l'assistenza sanitaria con annesso ricovero e pronto soccorso; uno per la dispensa con negozio e annessa cucina; uno adibito a forno per la fabbricazione del pane; quindi furono realizzati il Dopolavoro, l'Ufficio Postale, gli uffici per l'Assistenza Sociale con annessa sala da ballo e cinematografica.

 

Ricordiamo che la sorgente d’acqua potabile per rifornire la popolazione si trovava alla Belladonna, poco oltre il bivio dell’Epitaffio, venendo da Littoria a circa 2 chilometri sulla strada per Sermoneta ed era usata fondamentalmente per rifornire la piccola Littoria, ma fruibile anche dai pochissimi residenti del Villaggio Operaio. Fu quindi trivellato un pozzo sulla strada che ancor oggi ne porta il nome, cioè via della Sorgente, poi, in seguito furono realizzati sia la torretta piezometrica per l’acqua potabile e sia la cabina per lo smistamento dell’energia elettrica.

La scuola era stata già fatta nel periodo antecedente, con la bonifica cosiddetta "sermonetana" operata da Gelasio CAETANI, ed era stata realizzata nei pressi dell'incrocio tra via della Stazione e via del Murillo (è l'attuale Biblioteca).

(Nell’immagine, Ufficio postale, Assistenza sociale, Sala Cinema e Dopolavoro.

Foto archivio C.B.A.P.)

 

Elaborato di Chiara Maria De Marco 

18 Dicembre 2013

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