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E poi venne l'Agro Pontino... (Seconda parte)

Il ricordo di nonno Benedetto, un vero pioniere

Le malattie malaria e dissenteria erano sempre in agguato e si moriva perche' il medico si doveva pagare , il chinino ,unico farmaco che contrastava la malaria si doveva pagare e la gente era povera .. Si moriva di malaria e di fatiche ... E tutti lavoravano per la bonifica della palude ... Mio nonno lavorava di pala e picco allo scavo dei canali .. Mia nonna faceva la " mammana" l'odierna levatrice che accoglie i bambini quando nascono .. Non aveva la scuola anzi era analfabeta ma il suo lavoro lo faceva bene perche' l'aveva imparato con l'esperienza .. E nel campo c'erano tanti bambini i piu' fortunati andavano a scuola da maestri che pure loro erano venuti con il miraggio del lavoro ... Ma mia mamma mi raccontava di quanta miseria fame e poverta' c'era tra quelle capanne .. : i bambini scalzi e spogliati anche nei freddi lunghi inverni della palude ...ma nel frattempo man mano che le terre si asciugavano venivano assegnate alle famiglie .. Terre e podere rurale ... Arrivo' anche il tempo per mio nonno Benedetto che chiamato dall' allora podesta' si vide assegnata con cerimonia in pompa magna un appezzamento di terreno di 4,5 ettari di terra in concessione a condizione che egli vi avesse apportato delle migliorie ed una casa per dimora ... Il terreno era ricoperto da un bosco di  querce secolari e per metterlo a coltivazione bisognava tagliare le piante e sradicare i ciocchi e mio nonno faceva tutto a forza di braccia che i mezzi meccanici di oggi se li poteva solo sognare ... Quante fatiche aiutato da mia nonna ed i figli piu' grandicelli ...e cosi da manovale a carbonaio il passo fu breve ... E tutto il suo terreno si trasformo'in carbonera ... Il carbone che ne derivava veniva poi utilizzato come carburante per i grandi mezzi meccanici utilizzati per lo scavo dei canali piu' grandi .... E poi dicevo le fu assegnata una casa di due stanze con cucina ed una latrina al posto del bagno da dividere con un'altra famiglia anch'essa di 5/6 persone .e questa famiglia poi col tempo si trasferi' a Latina dove impianto' una rinomata azienda commerciale e conosciuta dai piu' .. La casa era situata in un piccolo borgo di nuova costruzione come ne erano stati costruiti tanti sparsi qua e la nella piana a far da corollario alle citta' piu' grandi ... In maniera da essere abitabili anche le vaste zone campestri ..... Quindi gli tocco' una stanza e l'uso della cucina in comune ... La stanza era grande ma loro sempre 6 persone erano ... E la cucina .. La cucina era compresa di un camino che doveva stare sempre acceso per riscaldare e per cucinare un tavolo e delle sedie .. Le suppellettili erano povere ricavate da semplici legni che mio nonno artigiano del legno nel suo paesello di montagna intarsiava con sapiente cura ... L'unico lusso in quell'ambiente erano una credenza di legno massello finemente intarsiato in cui mia nonna aveva riposto il suo servizio buono di piatti da usare nei giorni di festa e una batteria di pentole di rame doti del matrimonio che avevano celebrato nella loro parrocchia di origine ... La batteria di rame vanto ed orgoglio di tutta la famiglia veniva lucidata costantemente con la cenere del camino ed esposta su di una parete della cucina .. Parete nera per la verita come le altre che tanto fumo usciva da quel camino acceso ogni giorno da mane a sera ... E poi attorno a questa casa un appezzamento di terreno che mia nonna utilizzava per l'orto e per gli animali allevati per avere approvvigionamento di carne dai polli alle galline per le uova al maiale alla pecora per il latte e formaggio ... L'economia della famiglia si reggeva su questo che soldi quasi niente perche' mio nonno che lavorava alla bonifica guadagnava pochissimo ....poi finalmente mio nonno fini' di dissodare il terreno avuto in concessione .. Ma poverino si ammalo' ... Di malattia ma sopratutto di fatiche che tanto aveva lavorato col miraggio di una vita migliore ... Fece in tempo prima di morire a piantare un vigneto di uva da vino ed un filare di gelsi ... Quanto erano buoni quei gelsi odorosi e saporiti ... Che io me ne mangiavo a iosa quando erano maturi a far gara con gli uccelli ed i bachi anche loro ghiotti !!! Mia madre innamorata di quest'uomo genitore irreprensibile me ne ha trasmesso la memoria e lo ricordo in questo momento come un pioniere insieme ad altri pionieri in terra di palude a lavorare coraggioso in mezzo a mille asperita' per far divenire questo territorio il meraviglioso agro pontino ameno per il clima e per le ricchezze invidiato da tutti che tanta fortuna e' capitata a noi di abitarci .... E poi le fatiche per rendere questo mondo migliore per me le continuarono mia nonna mia madre ed i suoi fratelli ..ancora oggi sia il terreno che la casa sono di proprieta' della famiglia ... La casa ha coservato le caratteristiche originarie anche se sono state fatte delle ristrutturazioni .. Ma ogni volta che ci vado mi sembra di vedere nonno Benedetto seduto al fresco del pergolato sull'entrata della casa ad intarsiare con le sue mani rude ma sapienti le suppellettili che servivano per la cucina .. continua...

Elaborato di Anna Elena Tassini 

In arte Galba


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