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E poi venne l'Agro Pontino... (Prima parte)

Un nuovo elaborato proposto per la prima edizione

E poi venne il tempo dell'Agro Pontino .... Esisteva un tempo una terra dove solo l'acqua e la foresta erano i dominatori e gli animali e pure gli insetti ... Non vi abitava nessuno ... Solo maghi e folletti ed orchi e fate secondo la credenza popolare ... Chi la attraversava ne rimaneva estasiato per tanta bellezza ma impaurito anche da tanto mistero ... Pochi gli abitanti e pure i viandanti ... Eppure quella terra prometteva abbondanza... E l'uomo audace come per sua natura comincio' a pensare che forse era meglio sfruttarla a suo piacimento che non lasciarla li ad arricchire la natura... Era ricca quella terra ... Di fauna e flora ed avrebbe potuto dar da mangiare a tanto popolo ... E cosi opportunamente studiato il progetto fu dato inizio ai lavori per il prosciugamento dell'area che quegli acquitrini che ivi si trovavano dall'inizio dei tempi dovevano confluire in mille rivoli torrenti canali e fiumi fino al mare ... Occorrevano tante braccia lavoro .. Dove prendere questo potenziale? Fu fatta richiesta tra le popolazioni povere che abitavano l'italia e cosi' questae genti dopo lunghi e penosi viaggi con famiglie e masserie a seguito furono portate nelle paludi pontine a far da sponda alle acque che ristagnavano tra il mare e le montagne im mezzo ad una foresta impenetrabile abitata da gnomi e folletti ... E cosi' le genti cominciarono l'opera immane ... Tutti dal piu' vecchio al piu' piccolo parteciparono alla sfida che la promessaera una vita migliore con una casa e della terra da coltivare ... E tanti si ammalarono e tanti morirono ... Ma l'opera incominciata doveva essere portata a termine che le speranze non dovevano essere deluse .... E man mano che si strappavano fette di territorio alla palude venivano costruite le citta' ......ed arrivo' Latina... Che ora ha 80 anni ... Giovane e bella nonostante sia trascurata da mancanza di idee e pochi soldi ... Ma allora era meravigliosa nella sua givane e splendida eta'... Concepita per accogliere ed ospitare ... Concepita per essere capitale di un mondo nuovo che si intravedeva all'orizzonte ... Concepita per organizzare e verso un unico sentimento di appartenenza di genti che avevano portato con se usanze e costumi di terre lontane e diverse fra loro anche come modo di pensare ... Del nord .. Del sud .. Del centro e delle isole... Ma era bella e accoglievole e tutti le erano grati della sua ospitalita'... E per questo suo destino fu concepita la sua costruzione co palazzi magnifici nella loro semplicita' essenziale e strade che avrebbero dovuto permettere il passaggio del tanto traffico che si sarebbe formato nel futuro ... Eh si ... ci fu lungimiranza nella sua costruzione che ancora oggi ella vive di tanta illuminazione almeno per quel che riguarda il centro storico che la periferia e' un'altra cosa .... Io Latina l'ho conosciuta ai tempi della scuola superiore ...erano tanti gli studenti dai paesi del circondario che la mattina facevano il percorso per andare a nutrirsi di cultura ed il pomeriggio tornavano alle proprie case .. Ed allora del tempo di cui vi parlo io latina aveva 40 anni ed ancora si respirava l'aria della bonifica che i ricordi erano ancora vividi nel cuore e nella mente della gente ... Ancora vivevano i protagonisti e noi figli di quella generazione davamo per scontato con i loro racconti le vicende di quell'immane avventura ...e Latina era bella palpitante di gioventu' .. Sia essa che noi che la frequentavamo ... Brillava di colori ... Fortunata io che l'ho conosciuta cosi .. I giovani di oggi possono vederne le immagini ma l'aria e i profumi di una citta' aperta al futuro del mondo lo possono solo immaginare .... Si respirava un'aria felice .. di speranza anche se ella proprio in quel periodo in cui io la frquentavo come studentessa di scuola Magistrale visse come tutta l'Italia il periodo buio del terrorismo e rischio' anch'essa di avere la sua vittima nella persona di Zaccheo allora un giovinotto gia' impegnato in politica... e vidi Latina blindata.... Ma passo'quel tempo buio di scioperi e caos e la vita nella citta' riincomincio' a scorrere con la vitalita' che le era propria ......Io sono figlia della bonifica perche' mio nonno con la sua famiglia arrivo' nalle paludi pontine per lavorare allo scavo dei canali che pure a lui la terra e la casa avevano promesso ma sopratutto aveva intravisto la prospettiva di una vita migliore ...e fu cosi' che mia madre figlia di quell'uomo temerario conobbe mio padre che gia' viveva qui indigeno in terra di palude..e vi raccontero' la storia di quest'uomo per far capire l'attaccamento che nutro verso questo territorio perche' nel mio dna ci sta tutto quello che furono le vicissitudini dei miei avi in terra pontina ...condivise con altri che ebbero le stesse esperienze .... Mio nonno ... si chiamava Benedetto mio nonno che quando nacque ultimo di cinque figli ed unico maschio il padre strafelice lo chiamo' cosi'benedetto dal signore che un maschio in famiglia era orgoglio e sicurezza per la stirpe perpetrata...piccolo di satura con due baffetti alla Chaplin e mingherlino come lui ma di alta elevatura morale e religiosa che ne facevano agli occhi della gente un grand'uomo ...dicevo mio nonno mosso dalla prospettiva di una vita migliore lascio' la casa natia arroccata in un pesello trale nevose montagne della Ciociaria e discese al piano con un carretto ed una famiglia composta da lui la moglie e quattro figli tutti adolescenti portando con se povere cose che solo quello aveva .... Fu accolto in un campo dove si radunavano coloro che avevano scelto di vivere questa avventura tipo un campo profughi di oggi ma molto miserrimo .. Dove la gente veniva allocata in capanne di paglia di cui se si visita il centro del Parco Nazionale del Circeo se ne puo' vedere qualcuna in scala fatta con gli stessi materiali : paglia e fango . Ed in quelle capanne faceva freddo e ci pioveva pure ...  ...continua Elaborato di Anna Elena Tassini In arte Galba

 

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