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Chi non ha mai detto...”Mio figlio è capriccioso”?

L'importante per i piccoli è capire il NO

Per prima cosa ricordiamoci di non dare etichette: non parliamo di peggioramento del carattere perché molto spesso è solo parte della loro crescita. Stanno crescendo e stanno provando a vedere fin dove possono arrivare. Per quanto possa essere esasperante, è normale e soprattutto capita a tutte le mamme non pensiamo di essere le uniche e rare.La cosa importante è cercare di agire nel modo giusto, convinti di quello che si dice e in modo coerente: se è no è no e non molliamo quei faccini che ci guardano con occhioni disperati…in verità li usano per arruffianarci.L'unico modo perché una bambino soprattutto se ancora piccolo possa capire “non si fa” è usare il NO secco, nel momento stesso in cui ha questi comportamenti, usando una espressione del viso molto seria e non divertita, perché lui possa capire il significato di questa parola. Evitiamo comunque di dilungarci in lunghe spiegazioni, o meglio, lasciamole per un altro momento.

Ora è importante che capisca il NO, il divieto. Dopo numerosi studi e molte ricerche si è capito che le punizioni non servono a molto: per capire una punizione bisogna aver sviluppato il concetto di intenzionalità (che avviene in genere intorno ai cinque o sei anni) e di conseguenza il concetto di causa ed effetto.Una minaccia va mantenuta e non va "alleggerita" perché non ce la sentiamo di portarla a termine, su questo punto è necessario pensare bene non volendo fargli del male e non volendo confonderlo.Dietro a ogni comportamento dei nostri figli c’è sempre una richiesta. E’ importante saper cogliere sempre il messaggio.

Ricordiamoci però di dare attenzione ai suoi comportamenti più positivi, in modo che non debba ricorrere a quelli negativi per avere la tua attenzione.Non serve parlare e provare a ragionare nel momento del capriccio lui non ci sta ascoltando e la tua reazione in quel momento alimenta solo il suo comportamento perché il fatto di arrabbiarti, è pur sempre una reazione ed è quello che cerca.

Anche utilizzando tutte queste strategie, è sempre e comunque importante trovare del tempo per giocare con lui, anche per capire il meccanismo che lo porta a determinati giochi. Sentimenti come rabbia o altro, sono ancora difficili da gestire e un adulto può aiutare il piccoli a tradurli in parole e dando il buon esempio. Il momento del gioco insieme sarà gratificante e divertente per entrambi.

Non molliamo!!!

A cura di Alessandra Ulgiati

 

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