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Quella scatola nera...la tv

Riflessioni e precauzioni per la visione riservata ai piccoli

La società moderna ha ideato nuovi e differenti sistemi di comunicazione tra tutti questi, senza ombra di dubbio, la TV è l’apparecchio più diffuso e persuasivo, il suo potere è talmente elevato da sollevare interrogativi circa le conseguenze che può avere sui bambini.

L’invenzione della televisione ha modificato la vita delle persone, influenzando le abitudini e scandendo i tempi e ritmi della quotidianità gradualmente, si è ritagliato un posto in primo piano nella nostra vita, diventando il principale mezzo d’informazione, di intrattenimento e soprattutto uno strumento di educazione per i più piccoli, visto anche l’influenza spropositata che ha su di loro e la curiosità che gli suscita.

C’è chi usa la TV come passione cioè la persona ha un vero e proprio appuntamento con il programma televisivo e la sua attenzione e il tempo dedicato alla visione di questo sono totali e incondizionati; chi usa la TV come tappezzeria cioè la televisione diventa uno sfondo (visivo o sonoro) per altre attività e anche chi la usa come  tappabuchi e sono quelle persone che guardano il televisore in mancanza di alternativa migliore.

Per i bambini, questo discorso cambia, la famosa scatola nera, è uno mezzo per prendere consapevolezza del mondo, per conoscerlo e studiarlo. A tal proposito non bisogna dimenticare che il primo ambiente con cui verrà a contatto il bambino, avrà un ruolo cruciale per la formazione della propria identità, fondamentali saranno le prime figure con cui avrà a che fare, le quali diverranno modelli da imitare.

Oggi, sin dai primi mesi dalla nascita, si entra a contatto con la televisione, avendo quindi la possibilità di attingere ad un repertorio illimitato di informazioni e conoscenze non sempre adatte a tutte le età; l’apparecchio televisivo diviene uno strumento di socializzazione e di conoscenza.

Distinguendo i vari programmi televisivi, l’indice di violenza è molto elevato anche in cartoni animati o in serie espressamente rivolte ai bambini. Un dato preoccupante è che la violenza viene proposta come un mezzo efficace per conseguire determinati scopi, legittimi o meno, e il più delle volte resta impunita.

E’ stata condotta un’analisi e complessivamente, le ragazze e i bambini più piccoli hanno apprezzato i programmi educativi ed informativi più dei ragazzi e sono stati riscontrati benefici per coloro che avevano visto programmi istruttivi.

Al di la della quantità delle ore che i bambini passano davanti alla TV e della scelta dei programmi che guardano, un ruolo fondamentale è giocato dai genitori, che possono esser definiti variabili di mediazione. Padri e madri sono degli esempi da seguire per i loro figli, quindi sono i primi che devono adottare stili di fruizione della televisione idonei, in modo da essere dei modelli da imitare; se i genitori guardano tanta televisione i figli crederanno che sia giusto farlo e cresceranno con questa cattiva abitudine.

Infine, le famiglie svolgono la funzione di filtro delle informazioni fornite dai media, guardare e commentare i programmi televisivi insieme ai figli potrebbe essere un ottimo modo per aiutare il bambino a conoscere il mondo esterno e a valutare nel giusto modo quello che la televisione propone, avendo chiara la distinzione tra finzione e realtà.

La televisione se guardata nel modo giusto, con le dovute precauzioni e con qualche adulto che veicoli le informazioni, potrebbe essere un buono strumento di acquisizione di nozioni.



                                                                                                                                                             A cura di Alessandra Ulgiati

 

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