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Eventi e Cultura

La festa dei Sikh nel centro di Latina

Parteciperanno alla cerimonia anche il Vescovo e il Prefetto

Le vie del centro di Latina ospiteranno domenica la “Festa Sikh”: a partire dalle 13 migliaia di immigrati asiatici daranno vita ad un coloratissimo corteo per festeggiare la ricorrenza della nascità del primo guru della loro religione,  Shree Guru Nanak Dev Ji. La processione  partirà dal parco comunale con il rituale dei guerrieri con turbante arancione e con lo spargimento dei petali che precede il passaggio dei sacri libri e del guru raccolto in preghiera. I rappresentanti della comunità indiana, presente in particolare a Fondi, Terracina, Sabaudia e Pontinia, saranno poi accolti dalle istituzioni locali in un incontro programmato da Anolf Cisl alle 14,30 all’Hotel Europa. Parteciperanno alla cerimonia anche il Vescovo, monsignor Mariano Crociata, ed il Prefetto Pierluigi Faloni. Nei prossimi giorni, sempre in occasione della festività  legata alla nascita del primo guru e fondatore del sikhismo,  altre cerimonie  religiose si terranno presso i principali templi  sikh presenti sul territorio provinciale a Sabaudia, San Vito e Fondi.

 

Di seguito una scheda sui sikh.

 

La parola ‘sikh’ significa ‘discepolo’.  I sikh, non avendo caste, usano come cognome il nome del clan di appartenenza, preceduto da un nome intermedio che per gli uomini è Singh e per le donne è Kaur. Spesso però il nome del clan viene tralasciato (soprattutto all'estero) e il nome intermedio viene usato come cognome. Il nome Singh però non indica sempre un sikh, perché viene usato come nome anche dagli indiani (non sikh) delle regioni settentrionali.

 

Un sikh è una persona che crede in un solo dio e negli insegnamenti dei dieci Guru [‘Maestri’], custoditi nel Shri Guru Granth Sahib ji, il libero sacro dei Sikh. Inoltre questa persona deve assumere l’ AMRIT, il battesimo dei Sikh.

La religione Sikh è stata fondata da Shri Guru Nanak ji, nato nel 1469, d.c. a Talwandi, un villaggio che attualmente viene chiamato ‘Nankana Sahib’ e che si trova nei pressi di Lahore (Pakistan).

Il Sikhismo si basa su tre principi:ricordare il creatore in ogni momento, guadagnare lavorando onestamente; condividere il guadagno.

Le sacre scritture non riconoscono il sistema delle caste e nemmeno approvano l'adorazione degli idoli, i rituali e le superstizioni. I sikh considerano venerabile solo la parola del creatore rappresentata dalle sacre scritture dei guru.

I guru sikh non hanno sostenuto la necessità della vita ascetica e dell'isolamento dal mondo per guadagnare la salvezza. Quest'ultima può essere raggiunta da chiunque si mantenga onestamente e conduca una vita normale. Non esiste un clero nel Sikhismo.

Ai sikh è proibito ogni tipo di dipendenza da sostanze, come l'alcol, tabacco e altro; in più non possono mangiare qualsiasi tipo di carne, pesce e uova; o tagliarsi i capelli/peli del corpo (derogabile per esigenze di lavoro e di salute) . Un sikh deve considerare la moglie di un altro uomo alla stregua di sorella o madre, e la figlia di un altro come sua. La stessa regola è applicata anche alle donne.

L'istituzione del "Langar" (cucina comune) serve a creare uguaglianza sociale fra l'intero genere umano. Essa è un luogo in cui persone di estrazione sociale alta e bassa, ricchi e poveri, istruiti e ignoranti, re e mendicanti, o di altre religioni condividono tutti lo stesso cibo, sedendo insieme in un'unica fila.

Si ritiene che la donna abbia la stessa anima dell'uomo e che quindi goda degli stessi diritti dell'uomo ad una crescita spirituale, di partecipare alle congregazioni religiose e di recitare gli inni sacri dei templi sikh. 

 

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