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Eventi e Cultura

L'Italia sono anchi'io, Cori e Giulianello ci sono

Il consiglio giovani aderisce all'iniziativa

Il Consiglio Giovani di Cori e Giulianello aderisce a “L’Italia sono anch’io”, la campagna per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto per le persone di origine straniera. Si tratta di un’iniziativa nazionale promossa da 19 organizzazioni della società civile con lo scopo è portare all’attenzione il tema della cittadinanza, quale elemento di primaria importanza nello Stato democratico – “il tratto fondamentale della democrazia è, infatti, il suo carattere inclusivo, tendente a far sì che le persone possano godere pienamente di tutti i diritti fondamentali, tra i quali la cittadinanza si pone come aspetto decisivo” – spiegano dal Consiglio Giovani. Attualmente molte delle persone di origine straniera sono bambini e ragazzi nati o cresciuti nel nostro Paese, che tuttavia possono accedere alla cittadinanza con modalità quanto mai ristrette e dopo un lungo percorso burocratico. Le conseguenze di tale situazione sono disuguaglianze ed ingiustizie che, impedendo una piena integrazione, disattendono il dettato costituzionale che all’articolo 3 stabilisce il fondamentale principio di uguaglianza, ed impegna al contempo lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il suo raggiungimento.” L’appuntamento è per domenica mattina, 6 ottobre, a piazza Signina, dove i giovani consiglieri hanno allestito il banchetto per la raccolta delle firme a sostegno delle due proposte di legge di iniziativa popolare finalizzate al riconoscimento dei diritti di cittadinanza dei cosiddetti G2, ovvero i figli degli immigrati nati in Italia. Costoro non hanno alcun diritto di voto per il fatto che in Italia c'è lo Ius Sanguinis e non lo Ius Soli, cioè si è italiani solo se i genitori sono cittadini italiani; dopo il compimento del 18° anno di età e con la dimostrazione di avere risieduto in Italia regolarmente ed ininterrottamente sino al compimento della maggior età; se sposano un cittadino italiano oppure dopo 10 anni di residenza ininterrotta sul territorio nazionale. Non basta nascere su suolo italiano e le conseguenze di una simile normativa sono che il livello di acquisizione della cittadinanza italiana è molto inferiore alla media europea.

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