Menu LatinaPerStrada.it

Cronaca

Lo sfogo di una mamma per un semplice "obbligo di firma"

La lettera della commerciante di Latina Daniela Claretti

Riceviamo e pubblichiamo dalla signora Daniela Claretti

«Io vorrei capire l’imbarbarimento di questa società fino a che punto può
giungere. E Latina non fa eccezione per il baratro che si scorge giorno dopo
giorno.
Sono Daniela Claretti, titolare del negozio Benetton di Latina, ma scrivo
questa lettera sfogo non in qualità di imprenditrice ma di mamma e di
cittadina, che ha a cuore famiglia e la città dove lavora, che ama
profondamente.
I fatti: venerdì pomeriggio 19 aprile un ragazzo rumeno si aggira per gli
scaffali del negozio di via Diaz, prova diversi capi d’abbigliamento fino a
quando mia figlia, Simona, gli chiede gentilmente se può essergli utile, questo
la tratta a malo modo e le getta addosso il vestiario che stava provando nel
camerino, vestiario rovinato e abraso per via dell’antitaccheggio strappato e
fatto sparire. Da lì ne nasce un’animata discussione verbale tra i due, fino a
quando il ragazzo afferra alcune magliette e scappa fuori dal negozio, mia
figlia lo rincorre e lo raggiunge: lì, il ragazzo colpisce con un violento
pugno mia figlia che cade sull’asfalto svenuta, poi arrivano dei ragazzi che lo
bloccano fino all’arrivo della Polizia.
Fin qui scene di ordinaria amministrazione, si potrà dire, la gravità
maggiore, secondo me, arriva dopo l’arresto del ragazzo. Il magistrato ne
chiede i domiciliari, il gip invece pende per un’altra soluzione e riesce a far
ottenere soltanto l’obbligo di firma al ragazzo, fino al giorno dell’eventuale
processo in programma a fine maggio. La delusione per questa palese ingiustizia
si consolida il giorno dopo, domenica 21 aprile, quando il ragazzo assieme ai
suoi amici si ritrova sotto i portici di via Diaz fronte negozio a bighellonare
lì per gran parte del tempo con l’intento di sbeffeggiare chi ha aggredito
appena due giorni prima. Se questa è la punizione per chi trasgredisce che
senso hanno le leggi? Se chi punisce sa perfettamente che la pena non arriverà
mai se non attraverso una forma di rimbrotto, non siamo forse davanti a uno
stimolo a delinquere?
La domanda che adesso vorrei porgere al gip è la seguente: «Se lui ha una
figlia che rincasando sorprende i ladri e questi per fuggire la colpiscono
violentemente, lui come si comporterebbe? Darebbe l’obbligo di firma o i
domiciliari verso chi non ha il rispetto delle persone, delle cose e della
morale?».


Cordialmente

Daniela Claretti

Sponsor