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Attualità

Il mio mondo è il MUSICAL: Intervista a Emanuele Caserta

A cura di Alessandro Musto

Oggi parliamo di Musical con Emanuele Caserta, classe ’87, grande passione per l’arte e lo spettacolo, tante esperienze in teatro tra cui quella che lo vede attualemente impegnato come protagonista nella commedia musicale "Il re Leone", successo cinematografico della Walt Disney.

-CIAO EMANUELE, UN RAGAZZO CHE PARTE DA ISCHIA PER RAGGIUNGERE IL SUO SOGNO... 

"Il mio percorso è stato ed è tutt'ora l'inseguimento di un sogno, sono partito da una splendida isola alla quale il mio cuore è strettamente legato, e ho iniziato i miei studi a Parma, dove nell' ”Accademia Professione Musical”, mi sono formato come artista completo.

Poi ho lavorato in “Svegliati e Sogna” un musical con la regia di Marco Mattolini e come autore Francesco Magali, ho avuto l'onore di condividere il palco con Rossana Casale , Gianluca Ferrato e Andrea Dianetti, conservo uno splendido ricordo di questa esperienza.

Poi ho avuto la fortuna di lavorare con la Compagnia del Musical con la direzione artistica di Gianni Donati dove ho avuto l'occasione di essere in tour con “Aladdin il musical”  interpretando il genio e “il gobbo di Notre Dame “ avendo anche li l'opportunità di interpretare il protagonista; poi Amburgo e da lì è partita la mia carriera con "Tarzan".

 

-TARZAN, UN MUSICAL RECORD DI INCASSI, CON LE MUSICHE DI PHIL COLLINS E LA PRODUZIONE DI STAGE ENTERTAINMENT. UN VERO COLOSSAL, CI RACCONTI LA TUA ESPERIENZA E COME CI SI PREPARA PER AFFRONTARE OGNI SERA IL PALCOSCENICO?

"Tarzan è stato caratterizzato da un lungo processo di prove, per entrare nel personaggio, quello di Terk, la scimmia amica di Tarzan, meglio conosciuta in Italia come cita... 

Le prove durano dalla mattina alla sera e si porta molta attenzione al dettaglio, qualunque cosa viene provata e riprovata, fino a che non è perfetta. Il debutto è stato un momento molto emozionante perché finalmente hai l'opportunità di mostrare ad un pubblico pagante il tuo lavoro e la tua passione.

Non dimenticherò mai le emozioni provate.

 

-LA DIMENSIONE TEDESCA E’ MOLTO DIVERSA DALL’ITALIA, ANCHE NELLA PRODUZIONE DI UNO SPETTACOLO. COSA MANCA AL NOSTRO PAESE PER AVERE UN MUSICAL COME TARZAN?

"Manca la cultura del musical, in Italia purtroppo si tende a pensare che il musical sia una sottoclasse artistica, ci sono stati spettacoli stupendi, prodotti anche in maniera adeguata che purtroppo sono stati cancellati per mancanza di pubblico, vedi i vari la Bella e la Bestia, Sister Act, Newsies... e ne potrei citare tanti altri.

Abbiamo splendidi artisti, invidiati da tutto il mondo, quello che manca è il pubblico e di conseguenza la volontà di investire soldi per produrre grandi spettacoli. Poi c'è anche da dire che alcuni produttori in Italia, non siano il fiore all'occhiello della correttezza, ma questo è un tasto che non voglio toccare."

DOPO L'ESPERIENZA IMPORTANTE E DURATURA CON TARZAN CI SONO STATI ALTRE IMPORTANTI PRODUZIONI CHE TI HANNO VISTO RADICALMENTE CAMBIARE PERSONAGGIO. COME È STATO CALARTI IN PERSONAGGI DIVERSI E COMPLESSI?

"Calarsi in differenti personaggi credo sia la parte più bella ed eccitante del nostro lavoro. È un processo lungo e faticoso a volte non c'è connessione con il personaggio per settimane poi, succede qualcosa e tutti i pezzi vanno al posto giusto. Ci vuole pazienza, coraggio e un po' di fortuna."

 

-BALLI, CANTI E RECITI TUTTO IN TEDESCO, COME AFFRONTI UNO SPETTACOLO IN UNA LINGUA MOLTO DIVERSA DALLA NOSTRA?

"Il tedesco è stato ed è ancora una sfida quotidiana, anche se posso dire che oramai lo parlo fluentemente, la dizione tedesca è molto complicata. Il farsi capire sul palco è una prerogativa importantissima per ogni attore, altrimentI il pubblico non potrà mai seguirti.

Ringrazio i miei insegnanti di fonetica che mi hanno accompagnato in questi 6 anni e soprattutto mia moglie e i miei figli che mi aiutano, correggono e sono i miei più grandi critici artistici."

 

-A QUALE RUOLO SEI PIÙ AFFEZIONATO E PERCHÉ?

"È una domanda molto difficile a cui rispondere, poiché in ogni ruolo che ho portato sul palco c'è sempre stato un po' di Emanuele, chi più chi meno.

Sicuramente Terk è stato un personaggio chiave per la mia carriera artistica, Timon per la difficoltà nel recitare e gestire un pupazzo che sul palco è l'attore, e Simba naturalmente per la sfida che il personaggio mi porta a vivere ogni volta che ho la possibilità di portarlo in scena."

 

-SE DOVESSI DARE UN CONSIGLIO AD UN RAGAZZO/A CHE VUOLE FARE QUESTO LAVORO?

"Di consigli ne avrei a tonnellate. Uno che può veramente servire è credere in se stessi e nelle proprie capacità, rimanendo con i piedi per terra, osare, spingersi al di là delle proprie aspettative e credere nei sogni, ognuno riceverà un’opportunità, amate veramente questo lavoro."

 

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