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Attualità

Rubrica "OGGI DICO CHE... " Legge elettorale

A cura di Giovanni Bernardini

 

Probabilmente l'unico tipo di legge elettorale in linea con lo spirito, e forse anche con la lettera, della costituzione, è il proporzionale puro. 
La costituzione non prevede l'elezione diretta del capo del governo, e neppure della maggioranza che sostiene l'esecutivo. Il popolo vota per le varie forze politiche e queste, dopo, decidono quale maggioranza formare, sotto la regia del capo dello stato. In un simile sistema è perfettamente possibile che la maggioranza che governa il paese sia diversa da quella indicata dagli elettori. La storia degli ultimi anni, soprattutto della orribile legislatura che sta per finire, ne costituisce la conferma eclatante.
Il proporzionale puro ha funzionato nel corso della prima repubblica, che a ben vedere le cose non è stata tanto brutta come la si descrive. 
Oggi però il proporzionale puro sarebbe incapace di garantire un minimo di governabilità. Da qui i tentativi di mettere in piedi uno straccio di riforma elettorale. Da qui anche i tentativi di tutte le forze politiche di ritagliarsi una legge elettorale su misura. E gli accordi, le proteste, la finta indignazione di tanti.
Così si va avanti sfornando più o meno una legge elettorale all'anno. Siamo l'unico paese del mondo occidentale, credo, a far cose di questo genere.
Qualcuno strilla al “golpe” a proposito della legge elettorale che si sta discutendo. Il vero golpe è rappresentato dal flusso continuo di sbarchi che stanno cambiando le caratteristiche sociali di base del nostro paese. Il vero golpe sarebbe la legge sullo ius soli che in prospettiva modificherebbe radicalmente la natura del corpo elettorale.
Gli strilli di Bersani e Di Maio, e i brontolii del presidente Napolitano, non possono cancellare una verità tanto evidente.

G.B.

 

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