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Attualità

Rubrica "OGGI DICO CHE... " GIUSTIZIA AD OROLOGERIA?

A cura di Giovanni Bernardini

Non so se le inchieste aperte in questi giorni dalla magistratura a carico di esponenti del M5S siano o meno fondate. Ed in fondo mi interessa poco saperlo. Di certo è facilissimo, in un paese in cui esistono numerose decine di migliaia di leggi, trovare qualcosa di cui accusare Tizio o Caio. 

Il punto importante è un altro. Da sempre i “grillini” considerano la magistratura come una sorta di “bocca della verità” posta al di sopra di ogni sospetto. Per loro non è neppure ipotizzabile che a volte alcuni magistrati siano mossi da interessi politici, o corporativi. No, per loro TUTTI i magistrati sono mossi, SEMPRE, solo da un nobile ed imparziale desiderio di giustizia. Se un magistrato indaga un politico vuol dire per questi signori che il politico è disonesto, o, nella migliore delle ipotesi, che esistono forti motivi per sospettare che lo sia. Che un magistrato possa essere tentato di usare il potere di cui dispone per colpire un politico non è neppure pensabile. Chi lo afferma compie un inaccettabile tentativo di “delegittimare la magistratura”. Non a caso i "grillini" sono violentemente contrari a qualsiasi tipo di protezione della politica da possibili intrusioni della magistratura. Eppure queste protezioni esistono in tutto il mondo, esistevano anche in Italia, erano previste dalla COSTITUZIONE, prima che il ciclone “mani pulite” le riducesse quasi in polvere. 
Ora i "grillini" sperimentano sulla loro pelle che possono esistere magistrati a cui loro sono, forse (FORSE), poco simpatici. E si ritrovano al centro di indagini giudiziarie alla vigilia di una importante scadenza elettorale. Ed un loro sindaco arriva a parlare di “giustizia ad orologeria”. 
E' strano il mondo vero?

 G.B. 

 

 

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