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Attualità

Rubrica "OGGI DICO CHE... " LIBIA

A cura di Giovanni Bernardini

Dopo aver subito un forte ridimensionamento dei loro affari le ONG denunciano la miserevole condizione dei migranti in Libia. Il “Manifesto”, quotidiano comunista, si unisce al coro. 
Vorrebbero poter riprendere in grande stile le operazioni di trasbordo. 
Anche se i paragoni che qualche sciocco ha fatto fra la situazione in Libia e la Shoah sono ridicoli non ho difficoltà a credere che in Libia la situazione non deve essere troppo bella per i migranti, come per coloro che migranti non sono. Ma da questo non deriva affatto che sia nostro dovere accogliere in Italia milioni di persone. 
Nella Cina di Mao, tanto amata a suo tempo dai giornalisti del “Manifesto”, in URSS, in Cambogia, in Corea del nord milioni, decine, centinaia di milioni di persone subivano, nel caso della Nord Corea subiscono, persecuzioni disumane. Questo voleva dire che la totalità delle popolazioni cinese, sovietica, nord coreana, cambogiana doveva trasferirsi in Italia? 
Il problema dell'accoglienza è anche una questione di quantità. Una cosa è accogliere qualche decina di migliaia di persone che fuggono da stati tirannici rischiando la vita. Cosa ben diversa accogliere centinaia di migliaia, milioni di persone che abbandonano indisturbate i paesi d'origine e prima di arrivare da noi passano attraverso molti altri paesi senza che nessuno li ostacoli in alcun modo. 
Se ci sono situazioni disumane può esistere semmai il dovere etico di intervenire perché cessino. Ma appena si parla di questo i " buoni" insorgono. "Non bisogna esportare la democrazia" strillano. Non si limitano ad affermare che una simile “esportazione” è difficile, pericolosa e spesso controproducente. No, la definiscono immorale ed oppressiva. Se la Libia è uno stato tribale in continua guerra con se stesso la cosa riguarda i libici, affermano. Però ci invitano ad accogliere milioni di "profughi". Quasi sempre fasulli tra l'altro. 
E quelli che non riescono a fuggire? 
Cavoli loro! 

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