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Attualità

Rubrica: OGGI DICO CHE... "Il Diploma breve"

Liberi pensieri a cura di Giovanni Bernardini

DIPLOMA BREVE

Con l'inizio del nuovo anno scolastico partirà la “sperimentazione” del diploma breve. Gli studenti arriveranno all'esame di maturità in soli quattro invece che cinque anni. La minor durata del corso di studi dovrebbe essere compensata da una presenza a scuola più prolungata.
Pensare che alcune ore in più a scuola possano compensare la riduzione di un anno del corso di studi è un po' come credere si possano produrre in sei mesi, lavorando sedici ore al giorno, le stesse merci che si producono in un anno, lavorandone otto. Una idiozia. 
Del resto, lo sanno tutti, non si studia solo a scuola, si studia anche a casa. Ed una buona scuola dovrebbe non solo spingere lo studente a memorizzare e a ripassare a casa ciò che gli è stato insegnato a scuola. Dovrebbe invogliarlo a studiare autonomamente, ad allargare i propri orizzonti culturali. Invece oggi va per la maggiore l'idea della scuola a tempo pieno. Tutta la formazione dello studente dovrebbe avvenire entro le mura degli edifici scolatici. Una scuola - lavoro insomma, che a tutto serve tranne che alla crescita culturale.
Serve invece da area di parcheggio per i ragazzi che, si pensa, non possono star soli quando i genitori sono al lavoro.
Serve come strumento per sistemare un po' di precari.
E serve infine, ed è la cosa più grave di tutte, da strumento di manipolazione ideologica. Basta dare una occhiata a certi programmi ministeriali, o a certi libri di storia e geografia, per rendersi conto che per qualcuno il compito primario della scuola è diventato la propaganda ideologica. E la propaganda ideologica, lo si sa, cerca di occupare tutta la vita delle persone, non vuole che i singoli abbiano il tempo, e la possibilità, di pensare da soli. 
Forse sbaglio, ma ho la sensazione che il “diploma breve” servirà solo ad abbassare il livello, già non troppo elevato, dei nostri studi e ad accentuare tutte le caratteristiche negative della scuola italiana di oggi. Purtroppo.

 

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