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Attualità

Il ritratto di Michele Condò

Il ricordo di un presidente vincente

Un’esperienza breve, poco più di un triennio, ma costellata di successi. Se dovessimo utilizzare un solo aggettivo per descrivere il Latina di Michele Condò non potremmo che usare <vincente>. Michele Condò è stato l’uomo capace di restituire il calcio al capoluogo pontino, il presidente della squadra che ha raggiunto i traguardi più alti del calcio locale. E’ lui il simbolo della rinascita del Latina Calcio e della sua ascesa dalla Promozione alla Prima Divisione.

Michele Condò è diventato presidente dell’U.S. Latina Calcio nel luglio del 2009, all’indomani dell’accordo raggiunto con Domenico Capitani e della fusione tra le due realtà del calcio nerazzurro: Fc e Virtus. Una società che ha amato con tutto il cuore e dalla quale è stato ripagato a suon di trionfi. Un amore incondizionato, unico, commovente. Michele Condò ha portato il Latina fino al terzo campionato nazionale, ha gioito per questi colori, per questa maglia, ma ha saputo anche soffrire.

Uomo d’azienda diventato uomo di spogliatoio, Michele Condò voleva bene ai suoi giocatori come fossero dei figli. Voleva bene a tutti i suoi “dipendenti”, tanto da commuoversi quando, nel corso di una conferenza stampa, ha dovuto dare l’addio a Stefano Sanderra come allenatore del Latina.

Nello scorso mese di luglio è stato costretto ad abdicare dalla carica di presidente del Latina. Travolto da un male che lo ha sopraffatto. Con una promessa: quella di tornare nel <suo> Francioni, pronto a sostenere ancora il suo Latina. Lui, calabrese doc, le promesse le ha sempre mantenute. Questa volta non ce l’ha fatta.

Michele Condò è spirato ieri mattina, all’interno della stanza di un ospedale della Capitale. Ha lottato, ma stavolta non ce l’ha fatta. Il Latina oggi lo ricorderà giocando con il lutto al braccio e con un minuto di raccoglimento prima dell’inizio della partita con il Gubbio. Lui, Michele Condò, oggi il <suo> Latina lo guarderà da lassù, dove sicuramente ha già prenotato un posto in prima fila.

Domenico Antonelli

 

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